Apprendiamo oggi dai giornali che i Comuni di Andria e Barletta, sono stati riconosciuti e ammessi tra gli undici comuni pugliesi che potranno istituire la "ZONA FRANCA URBANA".
Tale concessione porta nell'immediato uno stanziamento di risorse finalizzato al rilancio di iniziative economiche per complessivi 13\ml di euro circa.
Tali risorse verranno destinate a tutte quelle aziende, che stimolate ad avviare attività produttive in tali zone , beneficeranno di sgravi fiscali o contributi diretti per la realizzazione degli investimenti. Contestualmente, le aziende ammesse a tale beneficio hanno l'obbligo di destinare il 30% dei posti di lavoro creati, ai cittadini di tali zone.
Pertanto lo spirito della legge è precisamente quello di accordare un esonero contributivo e fiscale in favore della PMI finalizzato al rilancio di zone e disitretti industriali e commerciali in difficoltà.
A tale iniziativa sono ammesse tutte le imprese che in possesso dei requisiti richiesti ne facciano richiesta.
Ebbene, se ci complimentiamo con la lungimiranza dei Comuni di Andria e Barletta, per aver promosso l'iter amministrativo che ha portato al raggiungimento di tale risultato, non possiamo esimerci dal chiedere perchè il Comune di Trani, e la sua Amministrazione, non abbia avuto la stessa lungimirante idea, atteso che il tessuto produttivo, ed i distretti del nostro territorio, presentano tutte le caratteristiche di ammissibilità a tale beneficio.
Ci chiediamo se quello che è mancato nel promuovere tale iniziativa, è una precisa volontà politica, ignoranza in materia, o altro.
Forse sarebbe bene soffermarsi sul meccanismo innescato da tali iniziative e sui benefici economici che si riversano sul settore produttivo e commerciale delle zone ammesse.
Assistiamo da mesi ad un immobilismo dell'Amministrazione in ogni settore, solerte solo nell'attribuire con celerità incarichi e poltrone, ma lenta ed assente nel cogliere quelle poche opportunità che si creano sul territorio, già fortemente provato dalla crisi.
E' evidente che in questa città manca un progetto urbano di medio e lungo periodo che coinvolga tutte le parti produttive, le parti sociali,le parti politiche, intorno al quale organizzare lo sviluppo della città, non solo urbanistico,ma con una precisa attenzione ai distretti produttivi, al turismo,all'agricoltura,alla cultura,commercio,tutti motori di una economia locale.
La cultura dell'improvvisazione e del " giorno per giorno " non aiuterà questa citta a superare la difficile crisi che interessa tutti. Ci vuole una precisa programmazione amministrativa, che si esprime attraverso una volontà e scelte politiche che evidentemente mancano.
L'attuazione della nuova AGENDA EUROPEA 2020 cambierà radicalmente l'approccio delle amministrazioni locali ai finanziamenti previsti dalla Comunità Europea, e condizionerà lo sviluppo delle stesse.
Ma sembra che ad oggi, nessuno si stia preparando a questo nuovo cambiamento.
Forse perderemo altre opportunità.
POL... ETICA - Il Comitato Direttivo (presidente, Paola Mauro)
