I malumori continuano, fra carenze strutturali ed aumenti contestati. Alcuni diportisti, entro la giornata di domani, rimuoveranno le loro barche dai pontili perché, dal 1mo maggio, scattano gli aumenti ed a quel punto si preferisce ormeggiare altrove.
Intanto, per contestate quei rincari, ma anche sollevare censure sui problemi strutturali della darsena comunale, a cominciare dal lacunoso adeguamento alle norme architettoniche, l’associazione «Porto di Trani» sta valutando un ricorso al Tar contro gli ultimi provvedimenti della giunta comunale. Se n’è parlato nei giorni scorsi, nel corso di un incontro gentilmente ospitato dall’Anmi e, di certo, se ne tornerà a parlare presto.
In ogni caso, le doglianze dei diportisti non paiono peregrine, nella misura in cui la giunta comunale, con un atto di indirizzo, ha dato mandato al dirigente della sesta ripartizione, Donato Susca, di progettare un nuovo servizio di gestione della darsena comunale, redigendo il capitolato d'appalto e gli annessi atti tecnici da porre a base di gara.
Si indirà, dunque, una nuova gara d'appalto per il servizio di gestione della darsena e, probabilmente l’aggiudicatario potrebbe prendersi cura di tutto lo scalo marittimo e non dei soli servizi diportisti, così come avviene tuttora, con la gestione da parte di Amet Spa, che, tra l'altro, continuerà a gestire il servizio in proroga proprio nelle more dell’istituzione ed espletamento della predetta gara d'appalto.
Con deliberazione del consiglio comunale, approvata nel 2007, l'amministrazione comunale affidò all’Amet il servizio relativo alla gestione della darsena, scaduto il 31 dicembre 2009. Da cinque anni, in pratica, si va avanti con le proroghe.
Il 13 gennaio 2014 s’è tenuta un’apposita riunione, in cui si è discusso delle problematiche della darsena per individuare la soluzione più adeguata, nel pieno rispetto del l'interesse della pubblica amministrazione, ed in quell'occasione s’è condiviso di provvedere ad indire una nuova gara d'appalto relativa al servizio di assistenza diportisti.
Resta il problema di cosa, effettivamente, si voglia fare gestire. L’impressione è che la soluzione più opportuna sia quella di una gestione totale della darsena comunale e non, così come tuttora avviene, con una suddivisione delle competenze tra il Comune di Trani, per quanto riguarda la manutenzione delle strutture, e l’Amet per quello che concerne i servizi ai diportisti.
Forse è proprio qui la causa delle notevoli perdite e, pertanto, un affidamento pluriennale in favore di un soggetto che dimostri comprovata esperienza nel settore potrebbe, realmente, aiutare il nostro pregiato scalo marittimo a riconquistare quelle posizioni di leadership fra i porti turistici che, inevitabilmente, ha perso con l'avvento e la conseguente concorrenza di nuove e più avanzate strutture.
