I locali della movida, e non solo, si propongono per la gestione dei lidi pubblici di Trani, ormai caduti nel degrado. Quanto diffuso dalla gazzetta sulle condizioni, in particolare, del Lido Marechiaro e del lungomare Mongelli non ha lasciato indifferenti coloro che vogliono investire anche sul rilancio turistico della città, e non soltanto pensare agli interessi economici dei locali che gestiscono.
In altre parole, non si vuole coltivare il proprio orticello, ma guardare oltre e pensare in grande, forse intuendo che la pubblica amministrazione davvero poco può fare per mantenere pienamente fruibili dei beni pubblici che, pure, sono costati tanti soldi.
A spiegare l'idea, che potrebbe diventare progetto e realtà, è Nicola Pertuso, presidente provinciale della Federazione Italiana pubblici esercizi, il quale, insieme con Confcommercio, Confesercenti, Associazione ristoratori tranesi e Consorzio sviluppo e territorio, ha già avviato una prima pianificazione di cosa si potrebbe fare per animare da subito quei lidi ormai abbandonati. «Trani è sicuramente una città turistica - riconosce Pertuso -, ma dobbiamo chiederci anche se sia, allo stesso modo, una città di mare. Basti pensare non soltanto alle condizioni in cui si trovano alcune zone di litorale, ma anche al fatto che il depuratore funziona con difficoltà e, del resto, in più di una città tale problema si ripresenta puntualmente. La nostra proposta, allora, è mettere insieme i gestori dei locali per strategie comuni di rilancio di alcune aree».
Il primo pensiero va a Colonna e dintorni. «La Lampara, per esempio – spiega Pertuso -, ha fatto mostre, show coking, bonificato il parcheggio adiacente, aperto un ragionamento di collaborazione con il lido di Colonna. Possiamo, però, fare oltre: il lungomare Mongelli, se adeguatamente tutelato, vigilato e corredato dei necessari servizi, può rinascere. Per esempio – prosegue l’imprenditore -, basterebbe chiudere al traffico la litoranea già da piazza Marinai d'Italia e, poi, dotare la spiaggia delle attrezzature per renderla più invitante. La stessa cosa si può fare sicuramente con il lido Marechiaro, e non sarebbe utopia pensare anche ad un rilancio dell’area «ex La vela».
Il problema, però, sono le concessioni demaniali. Per esempio quella del Lido Marechiaro: solo nel 2009 si scoprì che l'area era ancora demaniale e fu sottoposta ad un sequestro giudiziario, eseguito dalla Capitaneria di porto, che fece saltare tutti i successivi progetti e mandò la gestione del lido in malora.
Tuttavia, con l’imminente approvazione del nuovo piano costiero, competenze e prospettive dovrebbero chiarirsi. «La voglia di fare bene c'è – conclude Pertuso -. I locali sono gestiti ed animati da tanti giovani che hanno energie e capacità di mettersi in gioco. Le idee non mancano, ma dobbiamo anche avere la possibilità di muoverci sul territorio con le minime garanzie di disponibilità da parte della pubblica amministrazione. Per esempio, quello che si è fatto a Colonna con il trofeo Kinder di vela è l'immagine perfetta di quello che può essere il lido e delle potenzialità che quell'area può sviluppare. Anche in quel caso, il successo giunse grazie alla sinergia di vari soggetti, a cominciare dalla Lega navale. Siamo certi, e non è un modo di dire, che nel nostro caso l'unione possa fare la forza».
