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Avantario (Pd): «Aprire ai privati per rilanciare le due aziende di Trani»

Le nostre Aziende speciali, ormai trasformate in società per azioni da oltre 10 anni, destano seria preoccupazione. Da tempo ormai leggiamo sulla stampa delle molteplici problematiche che interessano l’AMET e l’AMIU, mentre non si parla più di opportunità, di potenzialità e di rilancio delle stesse.

Resto convinto che l’AMET, per le sue peculiarità, avrebbe potuto svolgere la funzione di volano per l’economia cittadina nonché, con un pizzico di ambizione e di orgoglio, per l’intero territorio, se si considera che tale Azienda è una delle pochissime aziende municipalizzate che, nonostante la nazionalizzazione degli anni ’60, ha potuto conservare la titolarità delle varie fasi costituenti la filiera elettrica (produzione, distribuzione e vendita).

Lo stesso discorso vale anche per l’AMIU che potrebbe svolgere ben altro ruolo nell’economia cittadina ove si trasformasse in una global service, sull’esempio di altre aziende comunali.

Ultimamente si parla invece solamente di dimissioni, di nuove nomine e di  incomprensibili premi agli amministratori. Tutto ciò sta destando grande preoccupazione nei cittadini, ma dovrebbe preoccupare soprattutto l’Amministrazione.

Cosa sta succedendo in quelle aziende che erano considerate dei “gioielli di famiglia” per la nostra Città?

Deve constatarsi purtroppo che il Comune, come socio unico di tali Aziende, non è stato in grado di gestirle adeguatamente, rischiando  di dilapidare risorse e compromettendone la funzionalità.

L’ingerenza della politica nella gestione di tali Aziende, come è già avvenuto in tutte le passate Amministrazioni, si è spesso tradotta in un assalto alla diligenza, con la conseguenza che tali Aziende, invece di rappresentare una risorsa per la nostra Città, si sono trasformate in una mucca da mungere.

Occorre allora troncare tale  situazione di degenerazione della politica, restituendo alle nostre Aziende l‘opportunità di produrre occasioni di sviluppo per il Territorio.

Tale inversione di rotta potrà avvenire avviando – così come ipotizzato all’atto della trasformazione dell’AMET e dell’AMIU in società per azioni – un piano di privatizzazione che ci proietti in una dimensione nazionale.

Infatti da decenni ormai, l’evoluzione delle forme d’intervento del “Pubblico” nell’economia è indirizzata verso una minore incidenza, da coniugare con la fattiva partecipazione del “Privato”, senza dover necessariamente arrivare alla completa dismissione.

Aprire le Aziende alla partecipazione di investitori privati, non significa assolutamente svenderle : infatti  l’ingresso dei capitali privati può essere favorito cedendo il 49% del capitale sociale e riservando al Comune la residua quota del 51%.

Al Privato dovrà essere inoltre attribuita la gestione (attraverso il potere di nominare gli amministratori) mentre il Comune conserverà il potere di indirizzo e di controllo.

L’ingresso di un affidabile partner privato, in grado di dotarle di un adeguato piano industriale, potrà assicurare alle nostra Aziende un futuro diverso da quello fallimentare a cui sembrano altrimenti avviate.

Partito Democratico di Trani

Il Consigliere Comunale

Carlo Avantario

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