L’esodo dalla darsena continua. I prezzi aumentano, i servizi non migliorerebbero e le barche se ne vanno. Ed il circolo nautico «Porto Trani», questa volta con un documento ufficiale, manifesta nero su bianco la voce dei diportisti e le sempre più numerose censure in merito ai recenti provvedimenti emanati dall'amministrazione comunale.
Il fenomeno, di cui già a più riprese ci siamo recentemente occupati, sembra sia solo all'inizio, e potrebbe rappresentare un grosso problema dal punto di vista delle entrate certe dello scalo marittimo di Trani proprio nell'anno in cui si celebra il trentesimo anniversario della sua istituzione.
Il nostro sito ha riferito della misura in cui sono aumentati i costi degli ormeggi, ma anche del piano di rilancio della darsena che l'amministrazione comunale intende portare avanti, soprattutto emanando una nuova gara d'appalto per la gestione, possibilmente, di tutto lo scalo, giacché, ancora oggi, mentre la struttura è gestita dal Comune, i servizi ai diportisti sono affidati all’Amet.
L’associazione Porto Trani, però, di problemi ne manifesta davvero tanti. «La persistente assenza di manutenzione - scrive il presidente, Raffaele Borraccino -, ha fatto sì che il tempo, inesorabilmente, stendesse la sua mano disgregatrice rendendo i ponti delle strutture di ormeggio poco affidabili».
Più nel dettaglio , Borraccino fa notare «che la struttura non ha subito adeguamenti, peraltro obbligatori, alle normative di sicurezza ed igiene». E così, in particolare, l'associazione sottolinea: «La mancanza di discesa per disabili; bagni non a norma, indecenti ed insufficienti per circa 350 imbarcazioni e mancanza di pulizia continua; le colonnine per l'erogazione dell'energia elettrica non sono chiuse ermeticamente e, dunque, vi è il rischio che si allaghino in considerazione del fatto che le stesse erogano anche acqua; mancanza di scaletta di risalita per accidentali cadute in mare; impianto antincendio non funzionante; catenarie di ormeggio ormai logore, ed è questo il motivo per cui diverse imbarcazioni, recentemente, sono affondate; le viti di tenuta delle assi dei pontili fuoriescono dalle stesse e possono ferire seriamente chi cammina scalzo».
Infine, con sarcasmo, la polemica diretta nei confronti dell’amministrazione comunale, per la sua « lungimiranza imprenditoriale. Gli amministratori locali, in un periodo di contrazione economica, hanno escogitato la “cervellata” di aumentare le tariffe, facendo fuggire molti diportisti a beneficio dei porti turistici viciniori che, al contrario, hanno ridotto i costi della stessa percentuale con cui gli Illuminati politici nostrani li hanno aumentati. Peccato che, ancora una volta a causa della cecità politica, che vede la darsena esclusivamente come proprio bacino di clientele, viene buttata letteralmente a mare la possibilità di sviluppo».
