L’Amministratore unico dell’Agenzia Puglia Imperiale Turismo, Michele Marcovecchio, si è dimesso irrevocabilmente, «dopo avere preso definitivamente atto – si legge in una sua nota - della totale mancanza di volontà politico-amministrativa da parte di diversi Comuni, aderenti al Patto Territoriale, nel sostenere adeguatamente le progettualità del Sistema Turistico Locale Puglia Imperiale della Provincia Bat. Il venire meno di questi presupposti mi impedisce di svolgere compiutamente iniziative unitarie di sviluppo e promozione di questo territorio».
«Sento il dovere di ringraziare il Presidente della Provincia e tutti quei Sindaci, Assessori Provinciali e Comunali che con il proprio contributo hanno collaborato nella concertazione delle attività di promozione e valorizzazione dell’Area Nord Barese/Ofantina, attraverso il marchio Puglia Imperiale riconosciuto al livello Nazionale ed Internazionale».
«Nel febbraio 2012 sono stato nominato dal Patto Territoriale nord barese-ofantino come Presidente ed Amministratore unico dell’Agenzia Puglia Imperiale Turismo (una nomina che ho portato avanti in maniera del tutto gratuita, con spirito di servizio e passione), e fin da subito ho potuto constatare l’enorme potenzialità che questa Agenzia ha sul territorio, potendo contare su un patrimonio monumentale, naturalistico e enogastronomico davvero ineguagliabile. Ma spesso queste potenzialità vengono soffocate dalle corte vedute, dai personalismi e dai localismi di qualcuno degli enti coinvolti, ma anche dalla burocrazia».
«I dieci Comuni della Bat, insieme a Corato (sono undici i Comuni del Patto Territoriale e dunque all’Agenzia Puglia Imperiale), pur avendo sposato con grande lungimiranza il concetto di “rete” aderendo al Patto Territoriale, in alcuni casi sembrano non cogliere alcune occasioni che determinati progetti proposti da Puglia Imperiale riescono ad offrire. E’ chiaro che la crisi economica attanaglia un po’ tutti, enti comunali in primis, e noi comunque facciamo di tutto per riuscire a portare risultati che valgano per tutto il territorio, nessuno escluso».
