Ha cessato di vivere, dal punto di vista commerciale, l’impianto di stabulazione mitili del Cavalier Antonio De Simone, sul lungomare Cristoforo Colombo. Il sito, però, adesso è un problema molto serio. Infatti, rimasta priva di concessione demaniale, l'area è stata definitivamente abbandonata con la dichiarazione di fallimento da parte dl Tribunale di Trani. E le conseguenze appaiono particolarmente problematiche e, in prospettiva, anche pericolose.
In particolare, come da verbale di un sopralluogo che lo scorso mese di marzo ha effettuato personale dell'Asl Bt, attraverso il Dipartimento di prevenzione del servizio veterinario, è stato accertato che «le vasche destinate al trattamento depurativo dei molluschi si presentano vuote e prive di residui organici, ma che le vasche dell'impianto di trattamento (sedimentazione e clorazione) dell'acqua marina, riveniente dal processo depurativo dei molluschi e da avviare allo scarico a mare, si presentano piene di sabbia, fango ed acqua di mare stagnante e putrida, con presenza di numerose larve di zanzara. Acque stagnanti – si legge ancora nel verbale - sono presenti anche nelle vasche di sedimentazione ed accumulo dell'acqua capitata dal mare, un tempo al servizio dell'impianto. E nel piazzale retrostante le vasche di depurazione molluschi, nonché nell'area un tempo adibita al ricovero degli automezzi, si osserva la presenza di numerose pedane in legno, casse, contenitori vuoti in pvc, pneumatici, materiali ed oggetti vari che potrebbero rappresentare luoghi favorevoli all’annidamento di animali indesiderati, quali topi e ratti».
Insomma, siamo in presenza di un’autentica bomba ad orologeria, con un problema, soprattutto, di carattere igienico e sanitario che non può passare inosservato, anche in considerazione del fatto che, come dicevamo, l'ex sciala De Simone è confinante con un lido frequentato da centinaia di persone bambini compresi: le larve di zanzare, presto, potrebbero schiudersi e determinare problemi non soltanto per quella comunità, ma in tutta la zona.
Inoltre, nei giorni scorsi, ignoti si sono introdotti nell'area, ormai abbandonata, dell’ex sciala, affidata alla curatela fallimentare dell'avvocato Maria Paola Larato con riferimento ad alcune parti dell'impianto. Lo stesso professionista ha sporto denuncia al Commissariato di pubblica sicurezza.
Il curatore fallimentare ha rappresentato al Comune di Trani, ente proprietario nella persona del sindaco, nonché all’Asl Bt ed alla Capitaneria di porto, la situazione ormai al limite.
Il Comune di Trani ha disposto la decadenza definitiva della concessione marittima ed ordinato il ripristino dello stato originario dei luoghi, in modo da consentire la pubblica fruizione dell'area in condizioni di sicurezza.
Ma a chi toccano le spese? La curatela fallimentare è incaricata soltanto della vendita di attrezzature ancora presenti in loco, ma chi dovrà occuparsi della rimozione degli impianti non più un esercizio e della messa in sicurezza del sito?
Nel frattempo, chi provvederà allo svuotamento delle vasche dalle quali, presto, potrebbero prendere il volo migliaia di zanzare con tutte le imprevedibili conseguenze?
