Era stato rinviato a giudizio, per presunta omissione d’atti d’ufficio, a seguito di un procedimento penale a suo carico, iniziato nel 2005, per l'abbandono di rifiuti speciali nell'area dell'ex macello comunale. La decisione era stata del pubblico ministero titolare di quell’inchiesta, Giuseppe Maralfa, che poi, però, nel corso del processo, richiese l’assoluzione dell’imputato «per non aver commesso il fatto».
Così, per Savino De Toma, ex amministratore comunale e, all'epoca, segnatamente, assessore all'ambiente, è arrivato anche il risarcimento delle spese legali da parte del Comune di Trani, proprio perché, secondo quanto dispone la legge, assolto con formula piena.
Il dirigente della seconda ripartizione, Donato Susca, controfirmando un provvedimento del responsabile dell'Ufficio legale, Michele Capurso, ha impegnato la somma di 10.200 euro, quale rimborso delle spese legali in favore dell'avvocato Renato Bucci, che aveva difeso De Toma nel corso del procedimento.
