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Terreni incolti: l'ordinanza del sindaco di Trani tarda, gli incendi no

L’ordinanza che dispone le misure di precauzione contro il rischio degli incendi, da applicarsi entro il prossimo 15 giugno, quest’anno pare in ritardo. Gli incendi delle sterpaglie, invece, no: ieri sera, in via Falcone, è andato in fiamme il primo terreno, nei pressi dell’ospedale, uno dei campi maggiormente esposti al fenomeno appena crescono i rovi e s’innalzano le temperature.

Nel 2013, invece, il provvedimento era stato emanato all’inizio del mese di maggio, ponendo così tutti i soggetti interessati, sia privati, sia pubblici, di bonificare le aree a rischio. Ed i rischi, appunto, sono già elevati, tenendo conto del fatto che anche le sterpaglie nei terreni incolti del quartiere Sant’Angelo, per esempio, sono già notevolmente cresciute e paiono, già adesso, potenzialmente molto esposte ai roghi. Per non parlare delle scarpate della strada statale 16 bis, e relativi svincoli, nonché della strada ferrata.

Il provvedimento, quando sarà nuovamente pubblicato e sarà, quindi, esecutivo, vieterà tassativamente «di accendere fuochi di ogni genere» e la parte più importante del provvedimento, con riferimento proprio ai terreni incolti, è quella che dispone che «i proprietari, conduttori e/o gestori a qualsiasi titolo di fondi rustici, terreni ed aree di qualsiasi natura e loro pertinenze incolte e/o abbandonate, devono eseguire, entro il 15 giugno, le necessarie opere di difesa passiva di prevenzione antincendio consistenti nella pulizia dei suddetti siti mediante aratura e rimozione di sterpaglie, residui di vegetazione e ogni altro materiale infiammabile, creando nel contempo una fascia protettiva, di larghezza non inferiore a 15 metri, lungo tutto il perimetro del fondo, priva di vegetazione in modo da evitare che un eventuale incendio, attraversando il fondo, posta propagarsi alle aree circostanti e/o confinanti».

Spesso e volentieri, purtroppo, i terreni sono comunali e, quindi, l’ente pubblico finisce con il non ottemperare all’ordinanza del suo sindaco pro tempore. Ecco, perché, più tardi si pubblica il provvedimento, maggiori saranno i rischi che la situazione di potenziale pericolo si aggravi.

Già lo scorso anno, infatti, il Comune ebbe il suo bel da fare da un lato per sollecitare ed, eventualmente, sanzionare i privati che non ottemperavano e, dall’altra, ad affidare i lavori sui propri terreni alle cooperative sociali di tipo B.

Ovviamente, fra gli enti pubblici, anche la società di gestione delle ferrovie, l'Anas, Acquedotto pugliese, la Società autostrade, le province, comuni e consorzi di bonifica, sempre entro il 15 giugno, lungo gli assi viari di rispettiva competenza, saranno chiamate «a provvedere alla pulizia delle aree medesime, banchine, cunette e scarpate, mediante la rimozione di erba secca, sterpi, residui di vegetazione ed ogni altro materiale infiammabile, creando nel contempo idonee fasce di protezione da sottoporre al trattamento sistematico con prodotti ritardanti della combustione, e/o con riserbanti, purché di natura eco-compatibile». 


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