Entra spedito per votare, ma aveva sbagliato giorno: erano "appena" le 16.30 di sabato scorso. "L'ultima volta, per le Europee, si era votato anche il sabato - ricordava bene l'elettore precoce - e davo per certo - in questo caso sbagliando - che fosse ancora così".
Il simpatico episodio è accaduto nella scuola "Beltrani", a Trani, ma il tempo, burocraticamente parlando, s'è fermato un po' ovunque perché, in molti casi, le schede elettorali sono arrivate al capolinea: istituite nel 2001, al posto delle vecchie striscette, le caselle s'erano riempite con le elezioni politiche dello scorso anno, ma in molti non erano andati a rinnovare il documento, forse ipotizzando che uno nuovo arrivasse a casa.
Così, non gradendo, hanno dovuto farlo ieri, recandosi all'Ufficio elettorale e, quindi, tornando al seggio per votare dopo il primo tentativo andato a vuoto. Comprensibile il risentimento: si tratta di elettori virtuosi, che la tessera dimostra avere sempre votato (anche se qui si aprirebbe un interessante caso di privacy) e che forse, proprio per questo, si sarebbero aspettati, «in premio», la tessera nuova a casa come, a casa, ci arrivano gli adesivi d’aggiornamento da applicare quando cambiamo domicilio.
La Prefettura, correttamente, aveva previsto un incremento dell'affluenza in serata ed aveva invitato l'elettorato a spalmare le scelte durante l'intero arco della giornata: alla luce dei numeri e dei flussi "a folate", i cittadini sembra abbiano fatto un po' di testa loro.
