Pareti macchiate, intonaci scrostati, servizi igienici usurati e vetusti, cerniere pericolose sul telaio di alcune porte che separano l'anticamera dalla stanza vera e propria, è questo che durante un'ispezione (messa a verbale il 20 maggio) alcuni tecnici per conto del Comune hanno ritrovato nelle camere destinate alla "Casa di riposo" presso Villa Dragonetti, struttura di proprietà dell'ente morale-religioso Congregazione suore piccole operaie del Sacro Cuore.
Venuti meno quindi i presupposti per il rilascio di alcune autorizzazioni, l'avv. Roberta Lorusso, dirigente del Comune di Trani, ha firmato la determina con la quale viene sospeso il provvedimento di autorizzazione al funzionamento provvisorio e fissa il termine di 30 giorni per intonacare, tinteggiare le pareti scrostate e macchiate, provvedere alla manutenzione straordinaria o sostituzione dei servizi igienici e rimuovere o adottare accorgimenti di protezione delle cerniere.
Villa Dragonetti non viveva già un momento idilliaco, lo scorso 26 aprile, con una nota il segretario regionale del sindacato Usppi Nicola Brescia denunciava il rischio per «44 unità lavorative di essere licenziate per scelte scellerate da parte della congregazione della Suore piccole operaie».
L’Usppi da tempo denunciava «le diverse irregolarità della struttura e di chi la gestisce. Tale situazione – scriveva Brescia -, da tempo si è andata accentuando ed aggravando a causa dell’inadeguatezza della struttura, dovuta ai mancati interventi di manutenzione e ristrutturazione, causa crisi finanziaria, riveniente anche per il mancato adeguamento delle rette, soprattutto per gli ospiti con disabilità psichica».
Ed il problema dei pazienti psichiatrici sembra sia la goccia prossima a fare traboccare il vaso: «L’Asl Bt ha convenzionato ed accreditato solo 70 posti letto – fa sapere Brescia -, su un totale di partenza di 158 ospiti che si sono ridotti allo stato a circa 110, compresi gli ospiti con disabilità psichica che, con nota formale dell’Asl, sono stati invitati a dimettersi da Villa Dragonetti e ad essere ubicati in altra struttura dentro o fuori provincia. Ma i restanti posti letto, oltre i 70 convenzionati con l’Asl, non hanno ancora l’accreditamento definitivo e, quindi, decine di famiglie sono sul baratro».
Forse anche in quest'ottica si dovrebbero leggere le richieste del Comune di una pianta topografica indicante con precisione i locali facenti parte della Casa di Riposo ed un elenco dettagliato degli ospiti della struttura socio-sanitaria distinti per Casa di Riposo e R.S.S.A.
Un mese di stop che rischia di essere il preludio di una chiusura pressocché totale della struttura se la proprietà non interviene repentinamente e con una presa di posizione. Il 6 maggio a Bari presso la sede dell'assessorato regionale al Welfare si tenne una riunione monotematica su Villa Dragonetti convocata d'urgenza dalla dirigente regionale dell'area politiche per la promozione della salute delle persone. Il sindaco Riserbato, in quell'occasione, disse: «E’ stata persa una grandissima opportunità per discutere, tutti insieme, sulle modalità di un percorso necessariamente da avviare per il fondamentale adeguamento della struttura agli standard organizzativi e funzionali. Il rammarico si somma alla preoccupazione per un quadro complessivo alquanto incerto, dovuto essenzialmente al silenzio della proprietà».
Chi gestisce la struttura, in questo mese, non potrà esercitare alcuna delle attività previste ed autorizzate provvisoriamente fino al buon esito dei provvedimenti richiesti.
