«Non sappiamo apprezzare la grande risorsa che abbiamo ereditato. Non abbiamo la capacità per capire le opportunità di sviluppo che potrebbero esserci e non ci sono state a causa della cattiva gestione negli ultimi dieci anni. L’azienda, oggi, è dissanguata e terra di spartizioni e probabili logiche clientelari».
Questo, fra le altre cose, si legge nel volantino diffuso dai dipendenti del settore elettrico di Amet, appartenenti alle sigle sindacali Cgil, Cisl e Ugl, che, questa mattina, hanno incrociato le braccia nel rispetto dello sciopero proclamato per oggi.
«Il comune – si legge ancora - sta contribuendo al fallimento dell’azienda non corrispondendo il pagamento per i contratti di servizio per circa 3 milioni e 700mila euro, e per il relativo debito dell’Amet, verso la cassa conguagli, di 3 milioni e 400mila euro, costringendo l’azienda a varie forme di indebitamento con le banche. Nessuno si preoccupa delle traversate adriatiche, consulenze ed affidamenti agli amici degli amici, delle inutili assunzioni, travestite da consulenze, ed incarichi a progetto con elargizioni di «più sette» categorie retroattive ad un neo assunto».
La richiesta, confermata e rafforzata, è «il commissariamento dell’azienda, per controllare dati ed atti che ci hanno portato al dissesto».
