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«Nessuna diffamazione contro l'ex comandante», consigliere uscente assolto anche in appello

L’ex consigliere comunale Leonardo Marinaro è stato assolto anche in secondo grado per la presunta diffamazione dell’ex co mandante della polizia municipale di Trani, Colonnello Antonio Modugno. La Corte d’Appello di Bari ha, infatti, confermato la sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” pronunciata dal Tribunale di Trani a giugno 2011, rigettando, dunque, l’impugnazione promossa dalla procura generale presso la Corte d’Appello e dal sostituto procuratore della Repubblica di Trani Luigi Scimè.

Il ricorso della Procura di Trani stupì giacchè lo stesso ufficio, col pubblico ministero Michele Ruggiero, nelle battute conclusive del processo di primo grado aveva chiesto l’assoluzione di Marinaro. Dunque, nemmeno per il collegio barese è diffamatoria la lettera del 26 mar zo 2008 con cui Marinaro aveva rivendicato una maggiore tranesità nelle nomine degli avvocati che avrebbero dovuto difendere il Comune nella cause davanti al Giudice di Pace, dove spesso l’ente è stato convenuto per le opposizioni ai verbali di contesta zione al codice della strada elevati dalla polizia municipale.

Nella lettera indirizzata a sindaco, a assessori, a consiglieri comunali, segretario generale e dirigenti dell’epoca, Marinaro aveva ricordato che in virtù di un antico proverbio “i tranesi sono amanti dei forestieri”. Era solo l’incipit della critica mossa ad un andazzo per cui, secondo Marinaro, si privilegiava l’affidamento degli incarichi, e dunque i benefici delle parcelle, ad avvocati “forestieri”. Soprattutto di Bari, destinatari nel solo mese di febbraio 2008 di 8 nomine su 13 determine d’affidamento di incarichi legali ad avvocati esterni.

A firmarle, il dirigente della sesta ripartizione, quella relativa alla Polizia Municipale, il dr. Antonio Modugno, comandante dei vigili. Solo 4 delle altre 5 nomine riferite allo stesso periodo vedevano beneficiari legali tranesi: il quinto avvocato era di Bisceglie. Una situazione che Marinaro definì “aberrante”, ritenendo di usare un eufemismo. “E’ cosa normale – scriveva il consigliere – che a Trani, culla del diritto ed in presenza di tantissimi avvocati, giovani meno giovani, chi con tanto lavoro e chi meno, vista la crisi continua che attanaglia la nostra città in ogni settore da tempo e considerato che molti giovani s’affacciano alla libera professione dopo anni di studi e sacrifici per raggiungere l’abilitazione debbano esser dimenticati e maltrattati dall’amministrazione comunale della propria città, che invece dovrebbe tutelarli?”.

Critiche espresse da Marinaro anche agli organi di stampa, ma non digerite dal comandante Modugno, che aveva firmato quei provvedimenti di nomina. Tanto da querelare Marinaro per diffamazione e costituirsi parte civile (con l’avvocato Antonio Florio) nel relativo processo dinanzi al Tribunale di Trani cui chiese il risarcimento dei danni per la lesione della propria immagine ed onorabilità, ritenendo l’assoluta correttezza e legittimità del proprio operato. Ma anche in grado d’appello è prevalsa la linea difensiva di Marinaro che, difeso dall’avvocato Vincenzo Operamolla, ha sempre respinto l’accusa di diffamazione.

(fonte, «La Gazzetta del Mezzogiorno»)


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