Prenotazioni sospese da oltre una settimana, visite previste fino a fine giugno. Poi, tutto si fermerà. Fino a nuovo ordine, se mai nuovo ordine vi sarà. Dopo vent'anni di attività, e dopo gli ultimi cinque in cui è stata una delle strutture complesse dell'ospedale San Nicola Pellegrino, il servizio di Medicina dello sport, a Trani, potrebbe fermarsi, più o meno provvisoriamente, più o meno per sempre.
Di sicuro, non mancheranno i disagi per gli utenti. Che, poi, pochi non sono: soltanto nel 2013, vi si sono effettuate 2700 visite, e ben 1050 referti sono usciti da lì, fino a fine maggio, nell'anno in corso.
Al servizio, diretto dal dottor Mauro Mazzilli, che dallo scorso 1mo giugno è in quiescenza, si rivolgono tutte le società sportive tranesi e molte altre del territorio per la visita di idoneità sportiva dei loro tesserati.
Del resto, da queste parti, a livello di analoghe strutture pubbliche, in giro c'è davvero poco altro: un servizio è disponibile a Corato, per quattro ore al giorno, un altro a Ruvo, sempre per quattro ore quotidiane. Diversamente, bisogna andare a Bari, o rivolgersi, eventualmente, a privati convenzionati.
Cosa è accaduto? Proprio il pensionamento del dottor Mazzilli ha fatto sì che il servizio sia diventato, da ospedaliero quale era, territoriale. La struttura, adesso, avrà un medico dello sport, già disponibile a fianco del dottor Mazzilli, ed un cardiologo che, in sua assenza, si dovrà attingere dai servizi territoriali, vale a dire dagli ambulatori di cardiologia di Trani e/o Bisceglie.
Va da sé, a questo punto, che la disponibilità temporale del servizio sarà molto limitata, perché finora il cardiologo era sempre presente in ospedale mentre, da oggi, dovrà essere «prestato» all’ospedale.
Del resto, secondo quanto si apprende dalla Direzione generale, l’Asl Bt può fare ben poco altro: le assunzioni sono bloccate; quelle a tempo determinato non sono possibili; si sarebbero sfiorate le ore di specialistica. «Ciononostante - assicurano da Andria -, il servizio non sarà soppresso, né tanto meno trasferito».
Non è di questo avviso, però, il dottor Mazzilli, spiegando che «in realtà non è sicuro che l'Azienda sanitaria di Barletta Andria Trani abbia splafonato il monte ore di specialistica e, pertanto, non essendoci tale certezza, si sarebbe potuto investire ancora nel servizio almeno fino a fine anno e, nel frattempo, trovare la soluzione migliore».
Quello che ancora manca, però, è la voce delle società sportive. Come al solito, a Trani, soprattutto nello sport, si fa fatica a fare fronte comune. Si litiga per gli spazi e, talvolta, anche per i cartellini degli atleti, e si creano rivalità tali che invocare, insieme, con una voce unica, l’indispensabilità di un servizio come quello della Medicina dello sport, cui tutti si rivolgono, sembra quasi utopia.
L’assessore al ramo, Fabrizio Sotero, si è dichiarato disponibile a perorare la causa, ma anche lui ha bisogno di una voce forte che arrivi dalla base, affinché l'amministrazione comunale di Trani dica la sua.
