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Controllo del territorio di Trani al volontariato, Negrogno (Sel): «Siamo al limite dello sfruttamento del lavoro»

Apprendo che per intensificare azioni mirate al controllo del territorio ed in particolare del centro storico e per far fronte ai problemi di organico in seno al Comando di Polizia locale, la giunta ha approvato lo schema di convenzione per potersi avvalere della collaborazione con le associazioni di volontariato iscritte nei registri generali tenuti presso la Regione Puglia, con sedi operative nel territorio di Trani  ed operanti nel settore della sicurezza urbana e della protezione civile. 

Per questa collaborazione il Comune di Trani ha impegnato la somma complessiva di 4500 euro quale contributo da riconoscere alle associazioni impegnate nel progetto. Per il sindaco, i volontari consentiranno un rafforzamento delle attività di prevenzione, di educazione stradale, e contribuiranno a garantire un maggiore rispetto delle regole. 

Premesso che secondo una circolare del Dipartimento della Protezione Civile (circolare prot. DPC/CG/0018461 del 10/03/09 pubblicata in G.U. n°87 del 15/04/09), “è assolutamente vietato alle Associazioni di Protezione Civile lo svolgimento di attività diverse da quelle volte alla previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio, al soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attività necessaria ed indifferibile diretta a superare l’emergenza connessa agli eventi (art.3.1 della l. 225/1992) precisando che la materia di protezione civile è chiaramente distinta e non sovrapponibile rispetto a quella dell’ordine pubblico e sicurezza (art. 117 Cod., secondo e terzo comma). Pertanto stante l’inequivocabile assetto normativo qualunque Associazione non può svolgere attività attinente all’ordine pubblico e sicurezza, quale, appunto, a titolo di esempio, dirigere il traffico veicolare (o presidiare, monitorare, sorvegliare o vigilare che dir si voglia)”. 

Premesso il restare basito da un’assoluta mancanza di programmazione di questa amministrazione che sottoscrive una convenzione che “durerà dalla data di sottoscrizione fino al 31 dicembre 2014 e potrà essere rinnovata previa verifica di provata adempienza agli impegni assunti”.  

Oltre a ritenere che sostituire la figura istituzionale, figura con abilità professionali comprovate con quella del volontario e soprattutto sostituire un pubblico ufficiale con un volontario non sia una buona idea, mi preme far notare che spesso dietro il nobile vocabolo “volontariato” si cela un vero e proprio affare che permette a chi se ne avvale di risparmiare parecchi soldi o, per meglio dire, esonera dal pagare il corrispettivo che si dovrebbe per il servizio di cui si abbisogna. 

Un servizio di volontariato che sia realmente tale, che rispetti il significato del nobile termine, oltre a poter svolgere solo un ruolo di supporto e non sostitutivo di quello istituzionale, deve essere libero, fatto da persone senza vincoli, persone che si mettono per strada quando vogliono e che quando sono stanche vanno a casa senza lasciare scoperto il servizio che loro svolgono solo come volontari.  

La cosa più grave è che spesso, dietro queste forme di volontariato, soprattutto quando questo è svolto per sopperire alle carenze istituzionali, si nasconde una forma di sfruttamento del lavoro, si nascondono storie di lavoratori ricattati, si giustifica, se non addirittura si promuove, una forma di lavoro nero e mal pagato. Si sfrutta l'individuo frustrato e insoddisfatto per non essersi realizzato con un lavoro ed una stabilità che gli garantisca serenità, offrendogli un appagamento temporaneo e non raggiungibile altrimenti, con una divisa da indossare che lo faccia sentire importante e con un surrogato di lavoro anzi un falso lavoro che sembra importante almeno davanti agli occhi degli altri. Per questo appagamento, egli sarà disposto a fare qualunque cosa, anche non ricevere quella minima quantità di denaro che in genere passa, quasi a tono di scherno, per “rimborso spese” (che tra l’altro vista la somma impegnata di 4500 dovrebbe trattarsi di un rimborso spese davvero irrisorio se non ridicolo). In tutta questa bella messinscena, nessuno si accorge di nulla, tutti sono felici, tutto continua a scorrere senza problemi tranne che trovarci di fronte a dei lavoratori sfruttati da una parte ed altri lavoratori, in questo caso i vigili, che non verranno mai assunti. 

Rino Negrogno (SEL - Responsabile Politiche Sociali e del Lavoro)


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