Proprio nei giorni in cui si è destata la polemica intorno all'utilizzo di volontari delle associazioni di protezione civile per mansioni relative al controllo del territorio e, segnatamente, alla polizia stradale, in piazza della Repubblica, ancora una volta, si dovuto fare i conti con il calpestio e la permanenza nelle aiuole da parte di non meglio precisati soggetti durante le ore pomeridiane.
Tutto questo è avvenuto nella totale mancanza di controlli, anche preventivi. Ed è proprio questo il punto: lo scorso anno, con buona efficacia, sul luogo erano in attività alcuni operatori dell'associazione «Ranger d'Italia», grazie alla cui sola presenza fu possibile constatare che lo stazionamento di persone senza fissa dimora in piazza subì un arresto pressoché totale.
Dunque, forse sarebbe il caso di ripartire proprio da qui ed altri luoghi sensibili, ove mai il Comune di Trani intenda confermare l'obiettivo di utilizzare, per il bene della collettività, risorse umane provenienti da associazioni di volontariato. E, soltanto dopo, qualora consentito per legge, impegnarle anche in mansioni nelle quali al momento, secondo quanto evidenziato già in alcune prese di posizione, sembrerebbe preferibile, se non obbligatorio per legge, impiegare pubblici ufficiali.
