Quale futuro, dopo l'azzeramento, per la compagine di Gigi Riserbato? La vera notizia, a questo punto, diventa l’apertura del sindaco a tutte le forze presenti in consiglio comunale, lasciando ipotizzare quello scenario di «governo di salute pubblica» che la minoranza, in una recente seduta, aveva invocato per voce dell’ex candidato sindaco della Democrazia cristiana, Domenico Triminì.
Triminì, anzi, aveva altrettanto platealmente, invitato il sindaco non soltanto ad azzerare la Giunta ma, di fatto, a non ricostituirla, facendo sì che il governo della città si affidasse al primo cittadino e ad un gruppo qualificato di dirigenti in grado di affrontare, da qui alla fine del mandato, una serie di punti programmatici utili al rilancio della città, a quel punto dimenticando, però, gli indirizzi generali di governo approvati nel 2012.
Difficile comprendere se questo sia lo stesso obiettivo del sindaco, ma le analogie ci sono e la partita è aperta. Ed il pensiero corre subito a quel Nuovo centrodestra che, nel frattempo, si è popolato di consiglieri comunali sia provenienti dalla maggioranza, sia già appartenenti all' opposizione, con i quali Riserbato potrebbe, comodamente, ritrovare numeri utili a governare ed efficacia nella azione amministrativa.
Le risposte nel partito di Alfano, però, sono già distoniche. Infatti, da una parte si registra l’apertura del consigliere provinciale, Carlo Laurora: «Apprezzo molto lo sforzo del sindaco per tentare un rilancio dell'azione di governo, ma esca dalle logiche dell'appartenenza e promuova una giunta dal profilo ambizioso». Dall’altra, porte chiuse da Beppe Corrado: «Ormai è tardi».
