A questo punto, con un partito di Forza Italia sempre più numericamente ridotto dalla sospensione prefettizia di Francesco De Noia, va da sé che la giunta comunale, in cui figurano ancora ben quattro componenti di quel partito (Di Marzio, De Simone, Sotero, Uva), andava rivista, insieme con la stessa maggioranza che in questo momento, come del resto lo stesso sindaco lascia apertamente comprendere nella sua nota ufficiale.
Intanto, i Cda di Amet e Stp sono già rinnovati, l'amministratore unico di Amiu, Antonello Ruggiero, è blindato, e, allora, le cariche sulle quali si dovrebbe ragionare sarebbero quelle relative ai nove assessorati ed ai sei componenti i collegi sindacali di Amet ed Amiu, entrambi i prossimi alla scadenza.
Due cose appaiono in questo momento, appaiono certe. La prima è che, se è vero che il coordinatore provinciale di Forza Italia non ne sapeva nulla, al contrario quello della Puglia prima di tutto (il partito del sindaco) ne era ben informato: infatti, il commissario di Barletta Andria Trani del movimento politico creato da Raffaele Fitto è proprio lo stesso Luigi Riserbato.
La seconda evidenza è il caso De Noia proprio militare non fosse. Se, poi, si voglia continuare a definirlo tale, allora deve avere determinato una totale deflagrazione sul campo minato di quello che pareva un progetto di governo più che saldo e che invece, oggi, è totalmente da riscrivere.
