Ci sono dipendenti comunali in carica ed in quiescenza, alcuni con rispettivi familiari, ma anche professionisti, rappresentanti delle forze dell'ordine ed altri ancora fra i 22 cittadini che, insieme con molti altri precedentemente, hanno avuto diritto al rimborso dell’addizionale Irpef versata per il 2007, ma non dovuta.
Complessivamente, nell'ultimo caso, il dirigente del settore del contenzioso, Donato Susca, ha disposto la liquidazione di poco meno di 5000 euro, di cui 500 per interessi maturati, in attuazione della sentenza pronunciata il 15 marzo 2013 dalla Commissione tributaria provinciale di Bari, cui i ventidue cittadini si erano rivolti per tramite dell’avvocato Ignazio Daniele Nenna.
La vicenda, in ogni caso, non nasce oggi. Già nel 2011, infatti, su iniziativa dei sindacati Cgil e Spi, era partita la battaglia giudiziaria, contro il Comune di Trani, per ottenere l’accertamento dell’illegittimità del prelievo fiscale della quota di compartecipazione all’addizionale sull’Irpef per l’anno 2007. «Il prelievo è stato effettuato indebitamente dal Comune di Trani in danno di tutti i cittadini – aveva spiegato per i sindacati Luigi Magnifico -. Adesso l’ente dovrà restituire quanto indebitamente prelevato.
I fatti, per la cronaca, affondano le radici nel 2007. Il 26 aprile il commissario straordinario, Angelo Trovato, a parziale copertura dei debiti fuori bilancio accertati, introdusse l’imposta addizionale di compartecipazione all’Irpef con efficacia dal primo gennaio 2007, ossia dal medesimo anno finanziario di entrata in vigore del regolamento e, dunque, retroattivamente.
Invece, il prelievo fiscale sarebbe dovuto avvenire solo per i redditi prodotti nell’anno successivo, ossia nel 2008. «In tal modo – illustrava Magnifico - il Comune di Trani ha violato le norme istitutive dell’imposta e i principi che governano l’ordinamento tributario. In particolare, l’articolo 3 dello Statuto del contribuente, che vieta l’efficacia retroattiva delle norme impositive fiscali».
La Commissione tributaria di Bari accolse il primo ricorso a luglio 2011 e, da allora, si è sempre ripetuta allo stesso modo, con diverse pronunce definitive, accogliendo i ricorsi di volta in volta proposti.
Ed il Comune, evidentemente conscio del fatto che la resistenza in giudizio determinerebbe insuccesso e conseguenti aggravi di spesa, di volta in volta dispone le liquidazioni.
Nel 2011, le istanze di rimborso già presentate furono circa quattrocento. Mantenendo tale media, saremmo arrivati a circa 1200. Ad una media di 80 euro circa di aliquota indebitamente versata per ogni cittadino, solo in favore di questi contribuenti il Comune di Trani dovrebbe avere restituito quasi 100mila euro.
