Tutto era nato da una semplice segnalazione del direttore amministrativo, per la richiesta di pulizia straordinaria. Dal sopralluogo dell’Ufficio tecnico, però, emerse «la necessità di effettuare lavori urgenti negli ambienti attinenti e contigui ufficio oggetto di richiesta, per salvaguardare la pubblica e privata incolumità». Infatti, «veniva riscontrato il pericolo pubblico riveniente da possibili ulteriori distacchi di intonaco, nonché conseguenti situazioni peggiorative per la copertura dello stabile».
Tutto questo accade a Palazzo Gadaleta, in piazza Trieste, sede della Sezione fallimentare del Tribunale di Trani e, inizialmente, sede unica del Unep prima che, grazie alla disponibilità dei nuovi uffici di via Montegrappa di proprietà dell’Amet, gli ufficiali giudiziari si trasferissero lì evitando il collasso di una struttura, ormai, alle corde.
Palazzo Gadaleta rappresenta il simbolo della criticità dell'edilizia giudiziaria tranese. L’immobile è stato sottoposto a ben due ordinanze cautelari che hanno reso non disponibili alcune aree dello stabile: la prima a cura della Procura della Repubblica; la seconda per mano del sindaco pro tempore. I restanti uffici sono praticabili, ma, di volta in volta, vi si registrano distacchi di calcinacci e problemi che rendono necessari lavori urgenti di manutenzione ai fini della salvaguardia della pubblica incolumità.
È proprio questo il caso dell’ultima determinazione del dirigente dell'Ufficio tecnico, Giovanni Di Donna, responsabile dell'area dei lavori pubblici, che impegnato 14mila euro per le opere urgenti di sistemazione delle parti oggetto di sopralluogo. A svolgere i lavori, l'impresa edile «Giacomo De Palma», di Trani.
Tali opere, peraltro, saranno l'ennesimo pannetto caldo sui problemi di uno stabile che, per essere messo totalmente in sicurezza, necessita di essere sgomberato totalmente da cose e persone.
