“Tanto rumore per un rincaro di 16,51 euro al mese”. Giuseppe Di Marzio, assessore uscente al ramo, risponde al diportista, Pasquale (Lino) D’Alfonso, che ha annunciato, anche a mezzo stampa, la decisione di lasciare il suo posto barca alla darsena comunale. “Ho letto la nota del diportista – spiega Di Marzio – e non nascondo il mio stupore sia per la decisione assunta che per i modi, a mio avviso inopportuni, di renderla pubblica. Confermo di aver incontrato il diportista insieme ad altri due proprietari di barca. Ho ascoltato le lamentele, incentrate quasi ed esclusivamente sulla contestazione della delibera di giunta con la quale sono state approvate le tariffe della darsena comunale per l'anno 2014, ferme, val bene precisarlo, da alcuni anni. I tre diportisti hanno chiesto senza mezzi termini la revoca di quel provvedimento che prevedeva degli aumenti dall’1 maggio al 31 dicembre nella misura del 20 per cento, per le imbarcazioni dai 4 agli 8 metri di lunghezza, e del 10 per cento per tutte le altre categorie, dai 9 metri agli oltre 30. Ho cercato di spiegare in quella sede le motivazioni che ci hanno spinto a quell’aumento, consistenti nella necessità di realizzare il pareggio di bilancio attraverso l'equilibrio di costi e ricavi, aspetto fondamentale nel caso di specie, trattandosi di un servizio a domanda individuale. Deduco che, ancora oggi, non abbiano compreso le mie parole. Nel caso specifico – prosegue Di Marzio – l’ira del diportista scrittore è esplosa per un aumento di 198,10 euro all’anno, ossia 16,51 euro mensili. Cifra spropositata, capisco bene, che ha improvvisamente fatto emergere anche altre motivazioni legate a presunte carenze di servizi, argomentazioni tirate fuori mai in passato e soltanto dopo gli ultimi lievi aumenti, devo dedurre quindi in modo assolutamente strumentale”.
Di Marzio contesta l’accusa che gli è stata rivolta: “Non ho mai pronunciato la frase che mi è stata attribuita. Alla minaccia dei diportisti che tutte le imbarcazioni sarebbero andate via dalla darsena ho replicato che vi è “libertà di scelta”".
Infine l’ex vice sindaco respinge al mittente le critiche di chi parla di una fuga di massa dalla darsena di Trani. “I posti liberi – spiega – sono appena 10. Sarebbero stati già assegnati in quanto ci sono numerose richieste, se non che, per il “principio della trasparenza”, l’amministrazione ha già predisposto un bando che sarà pubblicato nei prossimi giorni per assegnare quei posti vacanti”.
