Due anni fa, proprio di questi tempi, il sindaco, Luigi Riserbato, emanava la famosa, quanto discussa ordinanza che vietava d'ingresso nella casa comunale con abbigliamento non consono: banditi sandali, pantaloncini e gonne corte, per prevenire l'afflusso di persone non vestite a modo e, quasi certamente, limitare l'accesso di tanti soggetti che, in cerca di lavoro, sussidi e favori, sostavano costantemente nei corridoi e nei pressi degli uffici comunali.
Questo problema, evidentemente non si è risolto con il provvedimento restrittivo sull’abbigliamento. Anzi, forse, proprio il verificarsi di nuovi stazionamenti e proteste di soggetti in cerca di occupazione, non ultimi quelli dell’altro pomeriggio e di ieri mattina, potrebbero avere indotto il primo cittadino ad emettere un altro provvedimento, ulteriormente restrittivo, degli accessi al palazzo di città, finendo, però, con l’influenzare inevitabilmente anche la mobilità dello stesso personale comunale.
Infatti porta la data di giovedì scorso, 12 giugno, l'ordine di chiusura degli ingressi di piazzale Nassirya, vale a dire l'accesso al palazzo di città da corso Imbriani, dotato di un parcheggio auto riservato a dipendenti e cittadini con diversa abilità.
Ebbene, i due cancelli d'ingresso, a partire da ieri, «restano chiusi fino a nuova disposizione- Il cancello d'ingresso, però, si specifica nell’ordine di servizio - dovrà rimanere aperto dalle 7.30 alle 8.30 per l'orario d'ingresso dei dipendenti, sotto la custodia di un dipendente comunale che favorirà l'accesso al solo personale del Comune. Un altro dipendente comunale, dopo le 8.30, su richiesta, dovrà garantire l'ingresso e l'uscita solo ai dipendenti che, per esigenze di servizio, dovranno recarsi fuori del palazzo con l'utilizzo dell'automobile, nonché ai cittadini disabili che necessitino delle rampe di accesso agli uffici comunali».
Un Comune, dunque, sempre più blindato. Ma questo nuovo provvedimento ha già trovato resistenze. Giuseppe Lorusso, segretario territoriale del sindacato Flp, in una nota formale, fa sapere che «ne siamo venuti a conoscenza senza esserne preventivamente informati», ed evidenzia tre sostanziali criticità: «Al cittadino diversamente abile è assolutamente impedita la possibilità di annunciarsi per avere accesso al palazzo di città, ammesso che sia necessario annunciarsi per usufruire di un servizio pubblico; il piano di sicurezza vede l’uscita da corso Imbriani come una via di fuga in caso di incendio e/o calamità; le uscite del personale comunale posso essere non solo di servizio, ma per urgenti e imprevedibili necessità». Per questi motivi, la Flp chiede «l’immediata revoca dell’ordine di servizio».
