Facebook non ha funzionato per tre quarti d’ora, ed anche gli utenti di Trani, riversandosi su Whatsapp per comunicare, si sono chiesti cosa fosse accaduto. In pochi minuti, il sentimento che è sembrato pervadere gli animi degli utenti del web è parso assimilabile ad una crisi di astinenza, ben più grave dei problemi che attraversa la città, di cui, peraltro, non si è potuto più parlare per ben tre quarti d’ora (una vita) sui gruppi, spesso confrontandosi, spesso insultandosi gli uni contro gli altri.
Per quel tempo, “vitale”, è apparso solo un messaggio che denotava come il network fosse offline. Si è parlato di un presunto attentato hacker cinese, ma anche di un semplice lavoro sulla cache per liberare memoria. Facebook pare non abbia ancora spiegato, bontà loro.
Del crash di Facebook ha parlato anche Repubblica, non proprio l’ultimo «sito di giornalai», come qualche giovane pieno di scomposta irruenza è passato a definire chi cerca di fare ogni giorno semplicemente il proprio lavoro, offrendo a questi utenti anche gli strumenti per poi, essere offeso: bontà loro, che, nel frattempo, saranno felicemente ritornati su Facebook per una sana boccata d’aria fritta.
