Equilibri sempre più delicati nella discarica di Trani, dopo il recente prelevamento, da parte dei carabinieri del Noe, di carte legate ad un’inchiesta della magistratura che viene da lontano. Come riferito ieri, l'indagine dovrebbe riguardare, in particolare, il rispetto dell’obbligo di tritovagliatura dei rifiuti nel lotto di competenza del bacino Bari 1, cui fanno riferimento i comuni del comprensorio nord barese.
Nel recente passato, avevano eseguito controlli sul sito gli stessi militari del Noe, la Polizia provinciale e tecnici dell’Arpa. Proprio questi ultimi, poco meno di un anno fa, avevano contestato all’Amiu il presunto smaltimento in discarica di rifiuti tal quali, senza passarli per il trituratore. Amiu si era difesa chiamando in causa l’avaria dei mezzi in quel momento e scelte occasionali da parte dell’operatore.
Il sindaco, Luigi Riserbato, si era dichiarato sereno: «Anche se la vicenda dovesse assumere rilevanze penali – aveva dichiarato -, essa per prima dimostra quanto la situazione sia diventata insostenibile. Proprio per questo vogliamo che la Regione ci dia una mano, perché non possiamo più supinamente accettare provvedimenti che pongano sotto stress macchine e personale».
Intanto, però, la prossima settimana dovrebbe essere quella dell’ennesima proroga dell’ordinanza regionale per il conferimento dei rifiuti da fuori bacino a Trani. Il prossimo 30 giugno scadrà la terza proroga e, di fatto, si va avanti da due anni consecutivi. Ma ormai, per legge, non dovrebbe essere più possibile procedere con ulteriori atti unilaterali del governatore o dell'assessore regionale all'ambiente.
A Bari, forse ben consapevoli di questo, avevano così pianificato un accordo di programma fra la Regione e le autorità di bacino che, però, l’Ato di Barletta Andria Trani ha respinto nella persona della presidente, Nicola Giorgino, e dei sindaci di riferimento. E tutto questo dopo che il presidente della Provincia, Francesco Ventola, aveva a sua volta rigettato la proposta della fusione tra l'autorità del Nord Barese e quella di Bari.
A questo punto, alla Regione, non resterebbe che un’ennesima ordinanza per sei mesi, fino al 31 dicembre 2014. E sarebbe l’ennesima quantità giornaliera di 400 tonnellate che, indisponibile tuttora la discarica di Giovinazzo, dal mese di luglio 2012 vengono sistematicamente dirottate a quella di Trani. E così sarebbe ancora per altri centottanta giorni. Senza dimenticare le 450 tonnellate quotidiane dei rifiuti del bacino Bari 1, quello di diretta competenza di Trani e del nord barese.
E tutto questo sta anche aggravando il carico di lavoro dei dipendenti, che accumulano ferie su ferie di cui, peraltro, non riescono a godere.
