Tre giornate di sciopero generale, la prima delle quali il 1mo luglio, davanti alla sede dell’Asl/Bt, per sollecitare il direttore generale, Giovanni Gorgoni, ad istituire un tavolo negoziale presso la stessa Asl, convocando il management della congregazione ed il sindaco di Trani, per cercare di trovare percorsi alternativi ai paventati licenziamenti di ben 44 dipendenti. Le altre due giornate di sciopero si effettueranno sempre a luglio.
Queste le decisioni del sindacato Usppi, con riferimento alla vertenza di Villa Dragonetti, al termine un’infuocata assemblea sindacale con i dipendenti della casa protetta. I licenziamenti si attuerebbero poiché la struttura non sarebbe agibile, «ma tutto questo è strano – tuona il segretario nazionale dell’Usppi, Nicola Brescia -, perché, nei mesi scorsi, gli organi competenti hanno più volte visitato la congregazione e dichiarato che tutto era in regola: come mai oggi non lo è più? Cosa si nasconde dietro? Perché devono pagare sempre gli ammalati ed i lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro per una scellerata gestione?».
L’Usppi chiede «come sia stato possibile arrivare a tale situazione, visto che da due anni avevamo lanciato il grido di allarme sull’incapacità dell’attuale dirigenza di Villa Dragonetti. Fino ad un anno – ricorda il segretario provinciale dell’Usppi, Nicola Presiosa – la casa era in grado di accogliere sino a 160 ospiti e dare lavoro a circa 80 dipendenti. Oggi si è vista ridimensionare a 70 il numero di ospiti nell’enorme edificio di cui è dotata, e rischia di ridurre a circa 40 il numero di dipendenti».
