"Non voglio entrare nel merito dell'ordinanza sindacale, però mi sembra inaudito che una persona diversamente abile debba farsi annunciare all'ingresso principale". Così Gennaro Palmieri, presidente della sezione di Trani dell'Unione italiana lotta alla distrofia muscolare, entra nel dibattito apertosi da una settimana, a causa della chiusura dei cancelli secondari del palazzo di città, che è pur sempre l'unico accesso riservato agli utenti con diversa abilità.
Il problema di queste categorie protette s'è intrecciato a quelli sollevati dai dipendenti comunali, con riferimento al fatto che, a loro dire, i cancelli di piazzale Nassiriya si dovrebbe sempre tenere aperti per favorire l'evacuazione urgente in caso di emergenza.
Palmieri coglie l'occasione per dire la sua sull'intera vicenda, ovviamente focalizzando l'attenzione sui problemi dei disabili: "Forse il Sindaco dimentica, anche se è presente quotidianamente presso il palazzo di città, che all'ingresso principale sono presenti diversi scalini prima di accedere alla postazione di guardiania e, quindi, la persona diversamente abile è costretta a chiedere "per favore", ad un utente qualsiasi, di farsi portavoce presso la persona preposta all'apertura e chiusura del cancello posteriore di piazzale Nassiriya affinché questi apra lo stesso per dare la possibilità al diversamente abile di accedere al palazzo di città. Già abbiamo tollerato per buon senso, comprensione e questioni strutturali l'entrata di serie B, ma che dobbiamo essere sottomessi ad un'altra persona che ci annunci alla portineria per farci aprire il cancello posteriore è veramente inaudito: invece di abbattere le barriere architettoniche - commenta Palmieri -, in questo caso sì è studiato come crearle. Non va sottovalutata - aggiunge poi - anche la possibilità che possa essere di servizio in quel luogo anche un dipendente, come colui che, per diversi anni, è stato di servizio presso l'ingresso dell'Ufficio tecnico di Trani, attualmente destinato all'Ufficio ragioneria".
Situazione non semplice e che, forse, richiede un più ampio e sereno confronto, ma, nel frattempo, non solo il presidente della Uildm chiede al sindaco "di trovare un'altra soluzione più consona", ma anche di non dimenticare "il danno economico che le attività di ristoro nella zona possono subire. Di disoccupati a Trani ve ne sono già molti: non creiamo i presupposti per aumentare questa categoria".
