«Qualcuno sta brigando per portare via da Trani la Sezione lavoro del Tribunale, anche se è della mia stessa parte politica: si faccia molta attenzione». Così Fabrizio Ferrante, presidente del consiglio comunale, nonché autorevole esponente del Partito democratico, di cui è componente della segreteria regionale, in merito a ventilati tentativi di riportare, nella fattispecie a Barletta, la sezione del Tribunale del lavoro che, nei mesi scorsi, era stata accorpata con Trani.
Come è noto, l'accorpamento delle sezioni del lavoro del Tribunale si è definito per quasi tutti i comuni del comprensorio, con l'eccezione di Andria e Molfetta, che hanno ancora le loro sedi autonome, quantunque dipendenti da Trani. In quei casi, la permanenza delle sedi periferiche è stata dettata dalle maggiori distanze rispetto alla città sede del Tribunale, ma, anche, da un robusto volume di contenzioso pregresso.
Barletta, invece ha dovuto subire il trasferimento della sua sede a Trani e la conseguente chiusura. Da quel momento, però, il sindaco, Pasquale Cascella, s’è battuto in tutti i modi perché la sua città la riottenesse, e sembra che la sua azione politica stia sortendo i primi frutti importanti.
Infatti, a quanto s’è appreso, se ne sarebbe parlato recentemente in Commissione di manutenzione, ma ci sarebbero sponde anche presso lo stesso Ministero della giustizia. A sostenere il progetto di Cascella ci sarebbero, peraltro, le difficoltà logistiche di Palazzo Nigretti, che non sarebbe in grado di ospitare correttamente, per carenza di spazi, tutte le sezioni del lavoro assorbite da Trani, nonostante la proprietà di palazzo Nigretti abbia assicurato al Tribunale anche la disponibilità dei locali al piano terreno, che un tempo furono sede della tipografia Vecchi (ma che sarebbero in predicato di ospitare i giudici di pace, anch’essi prossimi al trasferimento a Trani).
Peraltro, in via Montegrappa cominciano ad emergere i problemi legati alla carenza dei parcheggi, ma, anche, al fatto che i locali al secondo piano, sede della Stp non si sono tuttora liberati.
Su queste carenze, pertanto, va in scena il derby istituzionale: presidente del consiglio di Trani contro sindaco di Barletta; difesa dell’esodo in contrapposizione al controesodo.
