Nel momento politicamente più difficile del suo mandato, il sindaco, Gigi Riserbato, gioca la carta del manifesto stradale per porre in risalto «la forza dei numeri» con cui il Comune di Trani sta proseguendo la sua opera di «riorganizzazione e risanamento». Nessun simbolo di partito in calce al manifesto, ma solo, in evidenza, il cognome del primo cittadino che, evidentemente, più che mai si sente «solo».
Il lenzuolo delle «cose fatte per bene» si divide in tre piazze. Primo capitolo, il bilancio: Riserbato fa notare come si sia passati da un disavanzo di 247mila euro nel 2011 ad un avanzo di amministrazione di 3.740mila euro nel 2013. «Grazie a questo utile, adesso, a disposizione della città ci sono più soldi per lavori, servizi ed occupazione, mentre, nel frattempo, non solo non abbiamo aumentato le tasse, ma, anzi, abbiamo diminuito l'addizionale Irpef nel bilancio preventivo 2014».
La seconda sezione del manifesto è quella in cui si pone risalto come siano stati «saldati i debiti di 15 anni con Amet ed Amiu». Il Comune ha pagato all’azienda elettrica 1.884mila euro, mentre a quella dei servizi ambientali 769mila euro.
Infine, la riorganizzazione della macchina comunale: «Approvati i bilanci consuntivi del 2010, 2011 e 2012, il Comune torna ad avere dei dirigenti a tempo indeterminato e ha diviso l’Ufficio tecnico in due settori, lavori pubblici ed urbanistica».
