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Rifiuti, a Trani quasi tre milioni per l'impianto di bio-stabilizzazione. Intanto, ordinanza ponte da Bari e, dal 18 luglio, via all'accordo

Dal 28 giugno scorso, e per venti giorni, i rifiuti del sud barese continueranno a conferirsi a Trani secondo i tempi e modi fissati, ormai, da ben due anni. Subito dopo, invece, qualcosa cambierà con l’entrata in vigore dell’accordo che le autorità di bacino hanno recentemente siglato con l’assessorato regionale all’ambiente.

A prescindere da ciò, il futuro della gestione dei rifiuti a Trani e nel nostro bacino si chiama biostabilizzazione. Si tratta di un’operazione di trattamento dei rifiuti che consiste nella produzione di frazione organica stabilizzata, a partire dal quella umida dei rifiuti, imposta per legge ed utile a ridurre i volumi di rifiuti da smaltire in discarica, anche e soprattutto per limitare la produzione di biogas e percolato e, dunque, aumentare i livelli di sicurezza della discarica stessa.

Ebbene, la bio stabilizzazione nella provincia di Barletta-Andria-Trani ancora non c'è: manca un impianto di questo tipo, ma, adesso è ufficiale, sarà realizzato a Trani con un finanziamento regionale di 2.800.000 euro.

Nel bacino della Bat sono presenti due impianti di discarica, ubicati rispettivamente a Trani,  in contrada Puro vecchio, e ad Andria, in contrada San Nicola la Guardia. Questo impianto è in via di esaurimento ed il nuovo, non ancora realizzato, prevede la anche un impianto complesso di biostabilizzazione, selezione e discarica di servizio a soccorso, a cura di un concessionario privato.

L’impianto di contrada Puro vecchio, invece, è l'unico in esercizio e, nell'ultimo periodo, ha supplito anche alla carenza di volumi in discariche dei territori dei bacini Bari 2 e Bari 4.

La Regione Puglia, addirittura il 24 settembre del 2008, imponeva che l’Amiu, entro duecento giorni dalla diffida notificatale per la mancanza dell’impianto di biostabilizzazione, avrebbe dovuto attivare i lavori per la sua realizzazione. Bari, venendo in soccorso per l'evidente ritardo con cui tale progetto si sta realizzando, ha così destinato 2 milioni e 800mila euro per l'adeguamento della nostra discarica specificando di individuare, per l’impianto di biostabilizzazione, un’area già di proprietà comunale, quanto più possibile limitrofa alla discarica.

L’Amiu ha scelto di realizzare l’impianto nella ex ricicleria, che si trova nella stessa area della discarica, e che, quantunque inaugurata, di fatto non è quasi mai entrata realmente in esercizio.

Mettendo in moto questo meccanismo, dunque, Trani ed il suo bacino di riferimento non hanno potuto dire no all'accordo che ha definito, per i prossimi sei mesi, ma probabilmente anche per il futuro a media e lunga scadenza, la spinosa questione del conferimento dei rifiuti da fuori bacino.

Trani, è vero, dovrà continuare ad ospitare i rifiuti altrui, ma, nel frattempo, e per legge, deve biostabilizzare i suoi. E questi rifiuti, pertanto anziché andare direttamente in discarica, dovranno viaggiare verso Giovinazzo e/o Bari per essere, a loro volta, riportati a Trani biostabilizzati nell'attesa che Trani realizzi il suo impianto.


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