Un mare da subito più pulito nell’attesa del completamento dell’iter amministrativo che porterà all’adeguamento definitivo dell’impianto di depurazione di Trani. Acquedotto pugliese ha comunicato al Comune di Trani di avere concluso i lavori di miglioramento della resa depurativa dell’impianto, nel rispetto di un impegno assunto col sindaco, Luigi Riserbato, nel corso di una recente conferenza di servizi.
La conclusione dei lavori, costati 250mila euro, sarebbe dovuta avvenire a fine maggio, quindi i tempi si sono sufficientemente rispettati, sicuramente prevenendo in questo modo l’inevitabile sovraccarico estivo cui sarà sottoposto l’impianto di via Finanzieri.
Nello specifico, l’azienda ha reso noto di avere completato l’installazione nella stazione di trattamento biologico di sei aeratori sommersi, al fine di incrementare la fornitura di ossigeno e garantire percentuali di riduzione del carico inquinante relativamente ai parametri carboniosi.
Le macchine sono state avviate all’esercizio e sono regolarmente in funzione. È in corso il monitoraggio dei principali parametri di processo e, già nei prossimi giorni, sarà possibile valutare gli effetti sulla qualità del refluo della maggiore quantità di ossigeno fornito al trattamento biologico.
Nel frattempo, però, come già a suo tempo riferito dalla Gazzetta, Acquedotto pugliese attende il rilascio dell’assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale, ai sensi di legge, per la ristrutturazione effettiva dell’impianto. L’ingegner Massimiliano Baldini ha redatto il progetto esecutivo, dell’importo di 7 milioni di euro, relativo alla sistemazione del depuratore, oggetto, recentemente, di due sequestri preventivi con facoltà d'uso da parte della Procura della Repubblica di Trani.
Il progetto prevede, sostanzialmente, lavori di manutenzione straordinaria ed implementazione su stazioni attualmente in esercizio, nonché la rifunzionalizzazione ed integrazione di altre stazioni di trattamento realizzate, a suo tempo, direttamente dall'amministrazione comunale, con una precedente procedura di appalto iniziata nel 2003 e conclusasi con la rescissione contrattuale e mancato collaudo dei lavori.
Si tratta, come si ricorderà, della prevista e mancata realizzazione della condotta sottomarina, per convogliare al largo i reflui depurati dall'impianto. I lavori partirono dopo un finanziamento di tre milioni ottenuto dal Comune nel 2001, ma da lì a poco si arrestarono e, solo recentemente, si è risolto il contratto e posto fine al contenzioso con l’impresa esecutrice.
Aqp sarà la staziione appaltante dei futuri lavori.
