Un esposto alla Procura della Repubblica di Trani, «perché faccia luce sui troppi aspetti oscuri di questa vertenza». Lo promette Nicola Brescia, segretario nazionale del sindacato Usppi, all’indomani della seconda giornata di sciopero dei dipendenti di Villa Dragonetti, la cui vertenza in difesa dal posto di 44 persone è giunta al momento di maggiore tensione.
L’altro giorno, presso la direzione generale dell’Asl/Bt, si è tenuto il previsto incontro tra una folta delegazione di lavoratori, guidata Brescia e dall’omologo provinciale dell’Usppi, Nicola Preziosa, ed il direttore generale, Giovanni Gorgoni, coadiuvato dal direttore amministrativo, Dino Capozzolo.
«Gorgoni ci ha confermato l’obbligo di trasferire i pazienti psichiatrici in altre strutture convenzionate – spiega Brescia -, poiché la struttura non sarebbe agibile. Noi, però, abbiamo chiesto ed ottenuto che la Asl formalizzi la richiesta alla Regione, per instaurare da subito un tavolo tecnico ed una task force».
Quanto ai 44 dipendenti a rischio di licenziamento, Brescia ha chiesto all’Asl «un impegno formale affinché queste persone non perdano il posto di lavoro, o comunque si garantisca una nuova ricollocazione».
Resta ferma la richiesta dell’Usppi circa le dimissioni dell’attuale dirigenza di Villa Dragonetti e, mentre lo stato di agitazione resterà in vigore, il sindacato inviterà il neo assessore regionale alla salute, Vito Pentassuglia, ad istituire un tavolo tecnico fra la congregazione proprietaria della struttura, l’Usppi, la Regione Puglia ed il Comune di Trani, per cercare alternative ai licenziamenti, che, secondo l’Usppi, a breve verranno trasmessi. «Vogliamo anche che l’assessore regionale – fa sapere Brescia - apra una commissione d’inchiesta su Villa Dragonetti, per comprendere le responsabilità di chi ha portato allo sfascio la congregazione e se vi siano responsabilità di chi ha amministrato (male) la stessa casa di cura». Ma di questo, come detto in apertura, dovranno, forse, occuparsi altre autorità.
