ׂPiantumazione di una fascia alberata; manufatti con finiture compatibili con il paesaggio; garanzia di permeabilità del suolo». Queste le tre prescrizioni cui Acquedotto pugliese dovrà attenersi, all’esito dei primi lavori eseguiti, ed in previsione di quelli da effettuarsi per l’adeguamento dell’impianto di depurazione di Trani.
Lo ha disposto la giunta regionale, pur rilasciando la compatibilità, sotto il profilo paesaggistico, delle opere in corso e da eseguirsi.
Come la Gazzetta ha già riferito l’altro giorno, si sono installati sei aeratori sommersi, necessari per incrementare la fornitura di ossigeno e garantire percentuali di riduzione del carico inquinante relativamente ai parametri carboniosi. Le macchine sono state avviate all’esercizio e sono regolarmente in funzione. È in corso il monitoraggio dei principali parametri di processo e, già nei prossimi giorni, sarà possibile valutare gli effetti sulla qualità del refluo della maggiore quantità di ossigeno fornito al trattamento biologico.
Adesso, però, si attendono i lavori strutturalmente più importanti, finanziati con 7.600.000 euro. E, proprio in prospettiva di questi, l’assessore all’ambiente e vice sindaco, Giuseppe De Simone, fa sapere che, «a seguito dell’attestazione di compatibilità paesaggistica, Aqp si è impegnato, entro quindici giorni, a procedere nell’appalto, il cui esito si avrà entro ottanta giorni, al termine dei quali inizieranno gli interventi».
Intanto, però, l’amministrazione comunale, attraverso il vicario del sindaco, «ringrazia Acquedotto pugliese, il dirigente dell’Autorità idrica pugliese, che ha anticipato la somma per i lavori, la provincia Bat, che ha collaborato per il rilascio di alcune autorizzazioni, il consulente di fiducia dell’amministrazione comunale, la Regione Puglia e, soprattutto, la Procura della Repubblica di Trani che si è resa sempre disponibile per la risoluzione delle problematiche ambientali».
Il riferimento, evidentemente, è alla facoltà d’uso rilasciata anche in presenza di due sequestri fatti eseguire dall’ufficio retto da Carlo Maria Capristo, che ha mostrato rigore, ma anche buon senso nella non semplice gestione di questo pubblico servizio.
