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AGGIORNATO. Rifiuti, la Procura di Trani ferma un giro vorticoso che ha fruttato guadagni illeciti per oltre un milione e mezzo

Si è conclusa con oltre 1400 denunce ed il sequestro di 90 tonnellate di rifiuti l'ultima operazione dei Baschi verdi di Bari nel settore della tutela ambientale. Nel dettaglio, partendo da una serie di controlli presso siti di raccolta, stoccaggio e smaltimento rifiuti, le pattuglie del Gruppo pronto impiego hanno colto in flagranza di reato due soggetti mentre conferivano rifiuti ferrosi e pericolosi preso altrettanti operatori di Ruvo, che erano sprovvisti della prescritta autorizzazione ed iscrizione all'albo dei gestori ambientali. 

Una volta accertata anche l’illecita miscelazione di rifiuti e la violazione della normativa a tutela dell'ambiente, i due titolari delle attività di gestione e raccolta e i due conferenti sono stati denunciati all'autorità giudiziaria di Trani per reati in materia ambientale.

Sin dall'inizio della attività, a coordinare le indagini, il procuratore della Repubblica Carlo Maria Capristo e l’aggiunto, Francesco Giannella.

Nell'occasione, i finanzieri hanno anche sottoposto a sequestro due mezzi utilizzati per il trasporto del materiale ferroso, le due aree su cui era avvenuta la miscelazione illecita e le 90 tonnellate di rifiuti ivi raccolti.

Dall’analisi della documentazione amministrativa e contabile detenuta presso i due operatori, inoltre, i militari hanno ricostruito oltre 20mila conferimenti di materiale ferroso e non tra rame, ottone ed altri, avvenuti nella quasi totalità a cura di soggetti non iscritti all'albo dei gestori ambientali.

Complessivamente, sono 1456 i responsabili identificati e segnalati alla’autorità giudiziaria, tra cui spiccano 786 che hanno conferito, in totale, oltre 280 tonnellate tra rame e cavi di rame.

Dall'esame dei documenti è stato anche ricostruito il significativo movimento economico dei conferimenti, che è risultato superiore ad 1 milione e 600mila euro. Da qui il nome dell'operazione «Trash for cash», proprio per la particolare redditività dei conferimenti.

Al vaglio dei reparti competenti per il territorio, anche la posizione reddituale di cento soggetti per i compensi che, una volta percepiti, dovevano essere inseriti in dichiarazione: in poco più di un anno il più «ricco» ed attivo dei conferimenti ha incassato 70mila euro.


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