In vista del riordino delle province, quella di Barletta Andria Trani ha in animo la vendita delle quote di partecipazione nella Società provinciale trasporti. Si tratta del 12 per cento del pacchetto azionario, ereditato dalla Provincia di Bari, che prima ne era l’azionista di maggioranza con il 51 per cento.
Il resto delle quote sono in mano alla città di Trani e, segnatamente, il 44 per cento all’Amet (che aveva gestito per un quarto di secolo i trasporti extraurbani prima dell’avvento di Stp), il 5 per cento al Comune.
Fu proprio il consiglio comunale di Trani, nell’ormai lontano 1996, a realizzare la non semplice, ma lungimirante e decisiva operazione che evitò che il servizio passasse in mano a privati, assicurando di fatto la continuità della gestione pubblica del trasporto su gomma.
Gli scenari, però, ai sensi della nuova definizione degli enti locali, stanno cambiando. E proprio ieri è andato in scena un consiglio provinciale nel cui ordine del giorno figurava la cessione delle quote in Stp da parte di Barletta Andria Trani.
A tale provvedimento, però, sin dalla vigilia della seduta aveva annunciato la sua contrarietà il consigliere provinciale, nonché comunale del Nuovo centrodestra, Giuseppe Corrado, che ha lamentato, in particolare, la ristrettezza dei tempi a disposizione. «La Provincia - ha spiegato Corrado - non può all’improvviso proporre un provvedimento che richiede preliminarmente, da parte del Comune di Trani, un’attenta analisi per il reperimento dei fondi utili a rilevare quelle quote».
Trani, infatti, in quanto socio di Stp, gode del diritto di prelazione ed avrebbe tutte le carte in regola per acquisire quelle quote ed ottenere la maggioranza del pacchetto azionario, mantenendo la maggioranza pubblica della società anche qualora le quote di Bari, se e quando vendute, vadano a privati. «Tuttavia – chiariva Corrado -, se l’operazione si dovesse realizzare oggi, in così poco tempo, non ci sarebbero minimamente i margini di definizione del capitolo di spesa da cui reperire queste somme. Fra pochi giorni, infatti, è previsto il consiglio comunale in approveremo il bilancio di previsione, ma quest’operazione richiede una valutazione molto attenta che il calendario non permette di opera».
Per questo motivo, Corrado ha chiesto il ritiro del provvedimento da parte dell’amministrazione del presidente Francesco Ventola. Ma ha rivolto, pubblicamente, un accorato appello al collega consigliere provinciale, nonché sindaco di Trani, Luigi Riserbato, che ha raccolto e rilanciato: "La provincia non metterà in vendita le sue quote della Stp. Il Comune di Trani ha una prelazione ed io in consiglio provinciale ho manifestato la disponibilità ad esercitare questo diritto".
Così il primo cittadino durante l'assemblea di Barletta Andria Trani, sostenuto anche dall'altro consigliere di maggioranza tranese, Stefano Di Modugno, e convincendo a sua volta l'amministrazione Ventola a ritirare il provvedimento. "Valuteremo la portata economica della operazione e affronteremo tutti i passaggi del caso - ha proseguito il sindaco -, ovviamente anche in consiglio comunale Sono fermamente convinto del fatto che questa decisione possa avere delle ricadute importantissime per Trani e i suoi cittadini".
