«Chi mi conosce sa che mi sono candidato al consiglio comunale sempre e solo per fare qualcosa di utile alla città. Non ho mai chiesto nulla e ho mantenuto il basso profilo nelle beghe della politica, perché per me la politica è solo l’interesse della polis, e quella polis si chiama Trani».
Giuseppe Forni è un fiume in piena e, nell’attesa di protocollare documenti ufficiali, conferma la sua uscita da Forza Italia e la non partecipazione al prossimo comunale. E se gli si chiede, quasi non credendogli, cosa ci sia sotto e quale sia il vero motivo di questa scelta, lui risponde spiazzando il retropensiero comune: «Non sto tramando politicamente contro nessuno e non mi interessano i giochi di potere: voglio solo che quell’obelisco vada via da lì, almeno durante la manifestazione alla quale, da dieci anni, io e ed i nostri ragazzi ci dedichiamo anima e cuore».
L’obelisco è quello di Arnaldo Pomodoro, un’installazione eretta davanti al castello svevo come richiamo per i visitatori della mostra dell’artisti che, inaugurata il 9 luglio, resterà nel maniero federiciano fino al 30 novembre.
La manifestazione, invece, è «Il matrimonio di Re Manfredi», a cura dell’associazione «Trani tradizioni», di cui Forni è fondatore insieme con Carmela Cassese, evento di gran richiamo popolare del quale, quest’estate, si celebra il decennale: si terrà dal 6 al 10 agosto prossimi.
L’obelisco è stato collocato nella zona, adiacente il castello, in cui si realizzerà il cuore delle manifestazioni rievocative e si installerà il palco sul quale fare svolgere gli eventi principali del programma di «Trani tradizioni».
Forni è rimasto spiazzato dall'opera d'arte improvvisamente spuntata in piazza Re Manfredi: «Nessuno ne sapeva nulla - fa sapere consigliere comunale – e, nonostante tutti invece sapessero del fatto che la nostra manifestazione si svolge sempre in quel luogo, richiede quali spazi e gode di tutti i permessi, nessuno s’è posto il problema di avvisarci prima, quantunque le nostre date fossero note già da tempo».
Forni non contesta l’obelisco in quanto tale, ma la sua presunta intangibilità: «Rispettiamo le opere d’arte, ci mancherebbe – riconosce -, ma anche la nostra rievocazione storica merita rispetto e, in fondo, non vedo perché, almeno durante quei giorni, l’obelisco non si possa rimuovere o spostare da lì».
Ma Forza Italia che c’entra, allora? «L’assessore al ramo (Fabrizio Sotero, ndr) è del nostro partito risponde Forni -, ed in questo momento non me ne sento tutelato. Ho scritto alla Soprintendenza, al primo cittadino, sto rivolgendo appelli a tutti, i ragazzi sono stati ricevuti dal sindaco: il risultato è che quell’obelisco da lì non si muoverà. A questo punto, ho ritenuto di sollevare il problema pubblicamente affinché si comprenda che un anno di preparazione e sacrifici, nonché di investimenti di tanti sponsor che ci sostengono, non si può vanificare con una decisione imposta dall’alto senza la possibilità di confrontarci e trovare insieme una soluzione».
Intanto, Forni sta già mancando alle commissioni consiliari. E questo fa capire che il suo non è per nulla uno scherzo. E ieri, quando ha letto di battiti live in piazza Quercia il 10 agosto, stessa data del suo corteo, altro sussulto: «Si profilano problemi di ordine pubblico, sul punto ho in animo di interessare il Commissariato di pubblica sicurezza»
