«Il focus sulla persona e non sulla malattia». Questo il senso della Medicina narrativa, il nuovo servizio che l'Asl Bt avvia in tutte le città ove siano presenti Centri di salute mentale, dopo averlo presentato stamani, come da programma, a Palazzo San Giorgio. Si tratta di uno strumento «nato per riportare, dopo anni di eccessiva tecnologizzazione ed iper specializzazione della medicina - ha spiegato il direttore generale della Asl Bt, Giovanni Gorgoni -, l'attenzione sulla persona malata piuttosto che sulla malattia».
La medicina narrativa si concentra sul ruolo relazionale terapeutico del racconto dell'esperienza di malattia da parte del paziente. «La stessa esperienza viene infatti condivisa con l'equipe dei curanti.
«L'elaborazione del racconto – è stato spiegato in apertura dei lavori -, la comunicazione della propria esperienza attraverso un testo strutturato permette al paziente di riflettere sulla propria condizione ed accettarla più facilmente».
Ma non è tutto, perché «la narrazione contribuisce a migliorare il rapporto medico-paziente ed a costruire un canale comunicativo privilegiato. La narrazione in forma orale, o scritta, ovvero realizzata attraverso supporti multimediali, può offrire uno strumento prezioso al malato di rielaborazione del senso dell'esperienza vissuta e rappresentare un mezzo per ricostituire la propria identità».
In altre parole, «narrare l'esperienza di malattia è una strategia che può aiutare il paziente a rimettere insieme i pezzi, le parti di quel sé che la malattia ha prepotentemente frammentato. Questo atto narrativo, dalle preziose potenzialità terapeutiche, è reso possibile non soltanto dal soggetto che vive e racconta la malattia, ma anche dall’interlocutore che lo ascolta: il medico, lo specialista o l’operatore sanitario.
