Si è incatenato sul pianerottolo, ha aperto lo zainetto che aveva con sé e non ha urlato né operato con violenza. Mostrava solo un volto triste e arrabbiato al tempo stesso, ai suoi piedi le medicine che per motivi di salute è costretto a prendere ed una lettera. Abbiamo provato a chiedergli cosa volesse dal Comune o se qualcuno gli avesse già dato risposta ma ha evitato di risponderci, segno che attendesse solo di poter parlare con il sindaco.
Dopo una ventina di minuti, ultimato un incontro con un assessore e venuto a conoscenza della presenza del sig. Antonio incatenato alla ringhiera al secondo piano, il sindaco si è avvicinato per chiedergli chiarimenti.
L'uomo, in condizioni economiche precarie, si è detto deluso per le difficoltà che ogni giorno incontra per lavorare (sembrerebbe gli sia stata sequestrata l'attrezzatura da pesca in quel di Bisceglie) e per l'umiliazione della quale si è ricoperto per fare un gesto del genere.
Il sindaco, avv. Luigi Nicola Riserbato, lo ha poi accolto nella sua stanza.
