Il Comitato bene comune, ieri sera nel corso di un incontro alla Maria del porto, ha tracciato il bilancio del corteo di sabato scorso: « De Vito. La manifestazione è stata il passaggio finale di un percorso iniziato lo scorso anno. Fra le altre attività, abbiamo avuto un incontro con un dirigente dell'Arpa ed uno con il sindaco sulla questione degli accessi al mare. Fino all'ultimo abbiamo valutato se fare o non fare il corteo e, per la verità, la risposta delle presenze è stata deludente. Tuttavia, anche se ci fosse stato il pieno, le nostre istanza non sarebbero cambiate. E, poi, non siamo in cerca di consensi e, quindi, i numeri c'interessano fino ad un certo punto».
Infatti, a detta del comitato, i problemi restano: «Le tre strade di accesso al mare previste dal Pug non sono disponibili e non si sono fatti gli espropri annunciati; il depuratore fa fatica; le strutture per i disabili non esistono e l'unica, a Colonna, è fatiscente. Anche sulla sicurezza stradale la situazione è critica, quantunque il comandante dei vigili ci abbia dato una mano facendo pitturare le nuove strisce e prevedendo l'autovelox».
Lo scorso anno, al termine del corteo, il comitato presentò un dossier all’assessore all’ambiente, Giuseppe De Simone. Questa volta, la meta è palazzo Torres: «Andremo alla magistratura – fa sapere De Vito -, non prima di avere valutato attentamente ogni passaggio delle nostre segnalazioni».
Peraltro, il comitato fa autocritica del comitato sulla qualità delle presenze al corteo. È imbarazzante considerare non tanto che ci fossero solo cento persone, ma che fossero cento considerando il «sostegno» annunciato da ben ventuno associazioni: evidentemente, siamo in presenza di sigle, scatole vuote e tanta autoreferenzialità: «Non sappiamo se sia proprio così – ribatte De Vito -, ma il problema ce lo siamo posto e, sicuramente, anche questo ci servirà di lezione».
