"Anch'io ho messo la maschera all'anima". Da Messina uno spaccato teatrale di una società che non sa, non vuole e non può uscire da schemi e pregiudizi. Ma, dietro ogni maschera, c'è sempre un volto che guarda il mondo olltre le fessure degli occhi della maschera, percependo i colori della vita e trovando in quelli l'amore per una vita "normale".
E di normalità hanno parlato e raccontato sul palco del centro Jobel gli attori dell'associazione teatrale "Gli amici di Pirandello", giunti a Trani da Saponara Marittima, a pochi passi dalla "gemellata" Messina, la città che diede i natali a Sant'Annibale Maria Di Francia, diventato cittadino onorario postumo di Trani grazie alle opere lasciate in città, dall'Istituto antoniano femminile a quello dei Padri Rogazionisti.
"L'amore non ha limiti, l'amore è per tutti", ha proclamato in scena uno degli attori coinvolti nel progetto della compagnia siciliana, protagonista della quarta serata de "Il giullare", il festival contro tutte le barriere in corso di svolgimento presso il centro Jobel, a cura dell'associazione Promozione sociale e solidarietà.
Sotto le stelle e davanti ad un pubblico sempre più numeroso e coinvolto, "Il volto e la maschera" ha portato in scena una compagine formata da attori in parte con disagio. Una scena allargata alla platea, attraverso la quale i personaggi si sono mossi in lungo e largo, fra il pubblico, superando i confini del palco e condivendo con la gente il desiderio di andare oltre i limiti imposti, fisici e sociali.
Supportata da una ricca e piacevole colonna sonora, la performance è corsa via meritando gli applausi finali di una platea sempre più affezionata ad un festival che, ormai, è un caposaldo culturale e turistico di Trani in Italia.
Lo testimonia il fatto, per esempio, che la compagnia di Bassano del Grappa, vincitrice del Giullare di tre anni fa, sia tornata a Trani in vacanza scegliendo come periodo proprio quello di un festival che funziona e "si sente". Anche, e soprattutto, nel cuore.
Sarebbe bello se le stesse sensazioni le avvertissero gli amministratori di Trani, dai quali, ancora oggi, non è arrivato il sostegno all'evento.
Ma dalle parti del Jobel tutti confidano che, per queste cose, non sia mai troppo tardi. E non ci siano maschere che tengano: questa è materia in cui, senza se e ma, metterci il volto.
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Intanto prosegue presso il centro «Jobel», in via Di Vittorio (in caso di maltempo, presso il Palaferrante, in via Superga), l’edizione 2014 de «Il giullare», il festival «contro ogni barriera» a cura dell’associazione Promozione sociale e solidarietà. L’anteprima di questa sera è con un cortometraggio e, a seguire, lo spettacolo in concorso è «Come se fosse un sogno», a cura del laboratorio teatrale della cooperativa sociale «Andirivieni», di Rivarolo Canavese (Torino). Ingresso libero.
