Nella provincia di Barletta-Andria-Trani, degli otto campionamenti effettuati, cinque sono risultati “fuori legge”. Goletta verde non fa sconti ed emana i suoi verdetti, duri e scomodi, diffondendo dati che, quest’anno più che mai, vanno in controtendenza rispetto a quelli dell’Arpa. Ma la storia, ormai è nota: Legambiente si spinge nei pressi delle foci di canali, collettori, depuratori, dove le probabilità che il mare sia inquinato sono alte, ma dove è giusto che si sappia che vi è una situazione di estremo degrado che può, facilmente diffondersi oltre quelle zone.
Arpa in quei luoghi non va, scegliendo acque di balneazione a partire da 500 metri a destra o sinistra degli stessi: così facendo, gli scenari cambiano, ma, altresì, il rischio è che la polvere resti sempre nascosta sotto il tappeto.
Legambiente ed i tecnici della sua imbarcazione scientifica hanno provato a sollevarlo quel tappeto, e di polvere ne hanno trovata non poca. Questi i siti uniti dal comune denominatore del mare «fortemente inquinato»: a Trani (scarico sotto la villa comunale sul lungomare Chiarelli; a Barletta (foce del canale Ciappetta Camaggio, località Ariscianne ed allo sbocco dello scarico altezza lungomare/via di Cuonzo, località litoranea di Ponente); a Margherita di Savoia (alla foce del fiume Ofanto).
“Inquinato”, invece, il giudizio per il prelievo a Margherita di Savoia (foce Aloisa). Entro i limiti le analisi a Bisceglie (località Salsello, spiaggia lungomare incrocio via Dell’Olio), a Trani (spiaggia Matinelle) e a Margherita di Savoia (foce Carmosina).
Come osservavamo ieri, è scomparso il dato relativo al prelievo operato presso il depuratore di Trani: ne aveva parlato Francesco Bartucci, della sezione cittadina di Legambiente, domenica sera nel corso della conferenza stampa a margine del corteo cittadino in favore del mare, ma Goletta non ha riportato dati in merito. «Il prelievo in corrispondenza dello scarico del depuratore è stato fatto ma non analizzato – ha poi spiegato Bartucci -, e questo accade spesso. I circoli cercano sempre di inserire quanti più punti di prelievo possibili. Le analisi, soprattutto quelle in corrispondenza degli scarichi dei depuratori, sono complesse e richiedono molto tempo, nonché costi elevati, visto che ci sono circa venti parametri da misurare. Si è deciso, così, di effettuare le analisi solo per i depuratori più importanti della Puglia».
