Il giullare si prepara a vivere l'ultima serata in concorso, questa sera. nell'attesa di quella finale di domani per l'assegnazione del premio 2014 al migliore spettacolo del «Festival contro tutte le barriere». Nel frattempo, la manifestazione prosegue con le opere in lizza per il titolo. Ieri è andata in scena «Come se fosse un sogno», a cura del laboratorio teatrale della cooperativa sociale «Andirivieni», di Rivarolo Canavese, in provincia di Torino, diretto da Marcello Turco.
Uno spettacolo ben strutturato, che ha messo in scena oltre venti attori tra quelli con disagio, in prevalenza, ed alcuni normodotati, i quali, perfettamente integrati, fra loro, hanno rappresentato scene di quotidianità e sogni altrettanto perfettamente intrecciati.
Su tutti, spiccava la figura di un sindaco, capace di promettere ai suoi cittadini entusiasti sogni fin troppo irrealizzabili, anche sulle cose più semplici: per esempio, risolvere il problema delle deiezioni canine, che abbiamo scoperto esistere anche nel civilissimo Piemonte.
«Spesso ci dimentichiamo dell'importanza dei luoghi – si legge nell’esegesi dell’opera -: cresciamo, lavoriamo, amiamo, ma, quando poniamo l'attenzione su questo semplice ed apparentemente banale aspetto della nostra vita, riscopriamo che quella località è un tesoro che custodisce ricordi, desideri, sogni. Proprio questo è “Come se fosse un sogno”, una passeggiata in un paese che unisce la realtà alla fantasia, tra le case che compongono i nostri paesaggi e le persone che le abitano, attraverso luoghi e tempi che compongono i nostri vissuti».
Ed oggi, l’ultimo spettacolo teatrale in gara, dal titolo “Museo di gente senza storia”, a cura del laboratorio teatrale della cooperativa Immaginaria di Sant’Angelo a Cupolo (Benevento). Regia di D’Agostino Claudio.
Lo spettacolo sarà preceduto da un’anteprima, condotta da Nico Aurora, che incontrerà Pompeo Barbieri, da San Giuliano di Puglia, sopravvissuto al terremoto del 31 ottobre del 2002, che vide distrutta un’intera scuola registrando la morte di 27 bambini, gli “Angeli di San Giuliano”.
