La storia di Pompeo Barbieri, ragazzo sopravvissuto al crollo della scuola di San Giuliano di Puglia, all'esito del tragico terremoto del 31 ottobre 2002, ha commosso il pubblico de «Il giullare» accorso ieri sera al Palaferrante (causa maltempo), che ha ascoltato la viva testimonianza di un giovane non solo rimasto sulla sedia a rotelle, ma che ha, anche, dovuto ricevere dal padre il dono di un rene per restare in vita ed evitare il continuo ricorso alla dialisi.
Oggi Pompeo è uno studente universitario felice della vita che vive, ma al quale mancano irrimediabilmente gli affetti di tanti suoi compagni di scuola, morti in quel tragico crollo, e la vitalità di un piccolo paese che, per quanto sia stato oggetto di ricostruzioni, ha perso l'intimità umana che nessuno potrà più restituire.
La storia di Pompeo ha fatto da anteprima allo spettacolo conclusivo del festival, “Museo di gente senza storia”, a cura del laboratorio teatrale della cooperativa Immaginaria di Sant’Angelo a Cupolo (Benevento), per la regia di Claudio D’Agostino.
Oggi al centro Jobel, in via di Vittorio, alle 21, la serata finale del festival sarà, come sempre, dedicata alla premiazione dell'opera vincitrice ed all’attribuzione del riconoscimento ai migliori attori. Il tutto sarà affidato alla presentazione di Max Pisu, insieme con una bella sequenza fra ospiti e sorprese.
Premiazioni anche per «Braccialetti rossi», miniserie televisiva di Rai1 diretta da Giacomo Campiotti, «Un matrimonio», sempre di Rai, per la regia di Pupi Avati, «Hotel a sei stelle», docufiction di Rai3, e Paolo Calabresi, inviato della trasmissione «Le iene», per il servizio «Chi si fa carico di Luca?».
