Operazione salvadanaio ramificata per gli attivisti pugliesi del Movimento 5 Stelle, impegnati nel formulare una richiesta ben precisa agli Enti Pubblici (locali): recesso degli affitti d'oro. Perchè? Lo dice la legge: 13 dicembre 2013 n. 137, emendamento del deputato del Movimento, Fraccaro.
L'obiettivo, lo ribadiamo, è lapidario: salvare le casse della Regione Puglia, delle "immortali" Province e dei Comuni chiedendo di avvalersi della suddetta legge per annullare i contratti d'oro di locazione stipulati dalle pubbliche amministrazioni.
Stando a quanto riportato sul testo di legge citato, «gli amministratori pubblici hanno la possibilità di bloccare dal primo agosto (previa comunicazione entro il 31 luglio), i contratti di locazione già stipulati ma ritenuti eccessivi come spesa economica. Ogni amministratore pubblico può decidere in autonomia se ritenere un costo di affitto normale o eccessivo, e nella seconda ipotesi ha la facoltà di rinegoziare i costi».
I senatori firmatari della richiesta ed i meetup coinvolti sono convinti che «la norma sugli affitti d'oro sia da considerarsi un enorme cancellino economico: con la possibilità di recedere da contratti nei quali non sia stata stabilita una scadenza, si potrebbero eliminare milioni di euro dalla lavagna della spesa pubblica improduttiva pugliese, con una tangibile riduzione della pressione fiscale per tutti i cittadini pugliesi».
Ogni attivista o gruppo locale si è messo in moto per contattare e protocollare nei centri urbani e negli enti locali la richiesta di censire tutti i contratti di locazione pubblicandoli on-line e di operare l'analisi dei costi.
Nella città di Trani, il Movimento 5 Stelle si è mosso parlando direttamente con dirigenti e segretario generale oltre ad aver inoltrato email ad indirizzi pec di amministrazioni pubbliche pugliesi. «Abbiamo parlato anche con il dott. Donato Susca, il quale ci ha riferito - fa sapere Paolo Nugnes - che erano già in procinto di mettere in atto la legge 89/2014. In realtà la legge cui facciamo riferimento noi è la 137/2013 che ha come scadenza il prossimo 31 luglio».
Tra gli indirizzi pec, recuperati dal sito indicepa.gov.it spunta anche quella della Libera Università Mediterranea Jean Monnet: «Grazie alla legge 137/2013 potrebbero recedere dal contratto di affitto della sede di Trani. Si dovrebbe valutare la produttività e l'utilità di tale sede, utilizzata tra l'altro per molti convegni a titolo gratuito. Questo potrebbe fare pensare al fatto che il "famigerato" tutoraggio avvenga molto poco in quella struttura, lasciandola libera di essere utilizzata per scopi diversi dalla formazione per la quale è stata affittata. Recedendo, grazie alla legge in oggetto, dal contratto di fitto senza alcuna penale, l'Università potrebbe addirittura risparmiare il fitto al quale è tenuta per i prossimi anni e, perché no, potrebbe restituire alla provincia i soldi non utilizzati per le borse di studio».
Intanto in Puglia oltre 150 Enti Pubblici sono stati contattati: da Istituti di Ricerca a Parchi, Ordini, Autorità Portuali, Asl e tante altre ancora. I termini per avvalersi della legge in oggetto scadono il 31 luglio: gli enti pubblici possono comunicare, entro tale data il preavviso di recesso dai contratti di locazione di immobili in corso. Il recesso verrà perfezionato decorsi centottanta giorni dal preavviso, anche in deroga ad eventuali clausole che lo limitino o lo escludano.
d.d.
