Un clamoroso effetto domino rischia di determinarsi sul calcio tranese dopo la rinuncia al iscrizione al campionato della Vigor. Infatti, a causa dell’ormai dichiarata inagibilità dello stadio comunale, anche il Trani femminile potrebbe a sua volta rinunciare a partecipare al campionato di serie B, per il quale aveva proposto domanda di ripescaggio, di fatto, già accordata dalla Federazione a Roma.
A sostegno della richiesta, peraltro, la società del presidente Alessio Scarcella aveva accluso nella documentazione l'autorizzazione del sindaco ad utilizzare lo stadio comunale e due verbali di omologazione dello stadio, rispettivamente, della Lega nazionale dilettanti e del Comitato regionale della Federazione italiana giuoco calcio. Evidentemente, tali verbali sono stati superati dalle criticità manifestate ieri dall'assessore allo sport, Pasquale Annacondia.
Di conseguenza, anche il pallone rosa rischia di fermarsi ancor prima di partire per un'avventura che l'avrebbe rilanciato nel calcio che conta. E non è da escludere, a questo punto, che anche lo stesso gestore dello stadio, la polisportiva Trani, rifletta seriamente sul da farsi, venendo a mancare le due principali risorse sportive dell’impianto stesso, vale a dire le prime squadre maschile e (forse) femminile.
