Negli anni passati il sindaco uscente, Pinuccio Tarantini, era venuto fortemente in contrasto con parte del Collegio dei revisori dei conti per le divergenze di posizioni manifestate sia nell'aula consiliare, sia in dichiarazioni agli organi di informazione.
Mai però, fino ad ora, s’era assistito ad una spaccatura non meno clamorosa all'interno del collegio stesso, con il presidente da una parte e i due componenti, dall'altra, a scambiarsi accuse non solo con atti, ma anche con parole, quantunque misurate, nel corso della seduta dell’altro ieri in cui s’è approvato il bilancio di previsione.
I problemi sono sorti dopo le due segnalazioni del presidente, Giuseppe Spizzico, circa la presenza di «gravi anomalie», come da lui definite, che avrebbero potuto inficiare la validità dei provvedimenti consiliari. A suo dire, infatti, i pareri rilasciati dal collegio erano il frutto di sedute da lui non convocate e di verbali da lui non condivisi.
Adesso gli altri due componenti, Tommaso Montefusco e Vincenzo Lacasella, diffondendo un documento dal nome eloquente - «Dossier Spizzico» - portano la loro posizione e lo fanno volutamente dopo il consiglio comunale, «così da non turbare la tranquillità di coloro che avrebbero dovuto votare i provvedimenti. Riteniamo – vi si legge - che le pesanti accuse espresse dei nostri confronti, ancorché prive di qualsivoglia fondamento di verità, non possano passare sotto silenzio e siano, anzi, da respingere con assoluta fermezza. Spiace constatare come la ricostruzione dei fatti fornita dal dottor Spizzico non sia rispondente al vero e che, pur di gettare discredito sul lavoro altrui, si siano volutamente omessi dettagli sui quali crediamo sia opportuno fare la massima chiarezza. Tali offese – proseguono Motefusco e Lacasella - giungono da chi, nelle rare volte, in cui è stato visto aggirarsi per gli uffici comunali quasi mai sei interessato a ciò che in quel momento i sottoscritti stessero facendo, né tantomeno ha manifestato l'intenzione di aggiungersi al tavolo del confronto».
La replica nel merito dei due professionisti verte sul fatto che «gli incontri svolti dai sottoscritti, dei quali il presidente è sempre stato informato mediante preavvisi e messa a disposizione dei relativi verbali, sono pienamente regolari in forza del Testo unico, secondo cui la presenza di due soli componenti è sufficiente a considerare il Collegio così riunito valido e, quindi, legittimato ad emettere atti e documenti di qualsiasi natura.
Per quanto concerne la presunta non conformità che il Presidente ha inteso ravvisare nei pareri di recente depositati, si evidenzia che tali documenti sono stati debitamente sottoscritti da tutti i componenti del Collegio in occasione della riunione plenaria svoltasi lo scorso 3 luglio. E le bozze dei pareri, come ammesso dallo stesso presidente, sono sempre stati accessibili, lasciando allo stesso tutto il tempo necessario a formulare in autonomia le proprie valutazioni da sottoporre, in un secondo momento, all’attenzione di tutto il collegio».
