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Topi a Trani: gli erogatori di esca rodenticida ordinati dall'Asl. Riserbato: «Serve anche più civiltà»

Da oltre due anni il Ministero della salute hai promulgato nuove direttive in merito agli interventi di derattizzazione. Trani si è adeguata a partire da quest'anno, allineandosi a quanto sancito dalla normativa e richiamato dall’Asl Bt.

Infatti, l’azienda sanitaria, con un provvedimento dello scorso 2 aprile, ha ordinato all’Amiu relativamente alla derattizzazione, l'esecuzione di dodici trattamenti annuali, di cui sei a tappeto sull'intero territorio cittadino e, il resto, in base alle esigenze della popolazione. Nel programma d’interventi, firmato dal responsabile del Servizio sanità ed igiene pubblica, Patrizia Albrizio, si fa riferimento proprio all’ordinanza del 10 febbraio 2012 del Ministero della Salute, «che impone l'uso di erogatori di sicurezza. Ciò permetterebbe anche il monitoraggio sulle esche».

Tale strumenti, dunque, hanno soppiantato il sistema della disseminazione di pasticche topicida (abolite perché facilmente ingeribili da animali domestici e fortemente attrattive nei confronti dei bambini) con le quali precedentemente si eseguivano gli interventi.  L’Amiu, eseguendo quanto richiesto, ha installato erogatori di esche rodenticida, idonee per esterni, praticamente su tutto il territorio cittadino. La loro caratteristica è il profilo allungato e basso, che le rende particolarmente idonee per essere collocate lungo i perimetri degli edifici ed aree produttive. All'interno, la mangiatoia amovibile permette di collocare un’esca sfusa e vaschette precaricate con esca in pasta fresca.

I risultati di questi nuovi strumenti, forse anche per scarsa conoscenza del loro funzionamento, stanno determinando, però, proteste fra i cittadini. E le lamentele sono amplificate dalle documentazioni di avvistamenti di ratti fornite sui social network.

In alcuni casi, però, i topi appaiono in evidente stato confusionale, perché, l'effetto letale del rodenticida non è immediato, ma ne determina il decesso a distanza di un certo tempo dall’assunzione del veleno.

Il vero problema, però, è che più di un cittadino segnala, ed in alcuni casi documenta la presenza di ratti anche in casa, in appartamenti che si trovano pure su piani alti come il terzo e il quarto: episodi del genere sono accaduti in piazza Albanese e via Verdi, e sul balcone di un altro condominio in una non meglio precisata zona della città, ed in questo caso esistono anche testimonianze fotografiche.

«Attraverso una nota, firmata congiuntamente all’assessore all’ambiente, Giuseppe De Simone, ho invitato Acquedotto, Asl ed Amiu ad effettuare interventi urgenti e coordinati di deblattizzazione, disinfestazione e derattizzazione». Così il sindaco, Luigi Riserbato, raccogliendo, evidentemente, il crescente sdegno dei cittadini per questo proliferare, sempre meglio testimoniato, di blatte e ratti.

Il primo cittadino, però, precisa che «bisogna anche tenere conto del fatto che ci sono degli effetti collaterali della raccolta differenziata particolarmente sgradevoli e dovuti alla mancanza di senso civico dei cittadini. Infatti, stiamo assistendo al fenomeno sempre più preoccupante di buste dell'immondizia presenti in strada fuori orario, perché collocate troppo presto o troppo tardi rispetto agli orari indicati, oppure conferite in luoghi in cui la raccolta differenziata non si pratica da parte dell'utente che non vuole separare i rifiuti e li deposita nel primo cassonetto utile fuori della sua macroarea. Tutto questo, evidentemente, rompe gli equilibri e determina una concentrazione di rifiuti ed altre cause che innescano, inevitabilmente, i rischi di proliferazione di ratti e insetti. Ed è per questo motivo - conclude il sindaco - che faccio appello alla sensibilità dei cittadini a rispettare le regole scritte e quelle non scritte del buon senso. Perché poi, magari, a lamentarsi saranno gli stessi che quel problema l'hanno causato».

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