Tempestive le reaizoni in seguito alla rimozione delle tavole di piazza Longobardi, da noi anticipata in mattinata e documentata con foto in tempo reale. Il primo a rilasciare dichiarazioni sul punto è stato il sindaco, Gigi Riserbato, sulla sua pagina Facebook: «Abbiamo ottemperato a una precisa prescrizione della Soprintendenza, che aveva a più riprese evidenziato la vulnerabilità delle tavole ad agenti atmosferici ed agli atti vandalici, con possibile nocumento in questo secondo caso per i cittadini».
Il primo cittadino assicura che «le tavole troveranno ben presto nuova ed adeguata collocazione. Per la piazza penseremo presto ad un nuovo arredo urbano. È nostro intendimento renderla pienamente fruibile e viva».
Sempre sullo stesso social network, così il sindaco uscente, Pinuccio Tarantini: «Quando ho disturbato la signora Anna Scaringi e il notaio Capozza perché, per primi, ci consentissero di realizzare la Pinacoteca Ivo Scaringi e le opere esposte al secondo piano di Palazzo Beltrani, lo feci dicendo loro che l'arte è viva quando si vede, esposta, fruibile. Oggi le tavole degli Statuti Marittimi di piazza Longobardi, opera dello scultore Lomuscio, lo stesso del meraviglioso San Francesco di piazza XX Settembre, lasciano quella sede per chiudersi in una scuola, seguendo la stessa sorte del sipario del teatro di Biagio Molinaro».
«Le bestie che le avevano definite "lapidi" ora saranno contente. Già gli antichi romani dicevano: "Non ponere margaritas ante porcos" . È una vittoria dei vandali, degli incivili, degli ignoranti. Nelle loro vene scorre lo stesso sangue di chi parcheggia davanti alla Cattedrale, in piazza Teatro, sugli scivoli dei disabili. Sono i veri nemici di Trani. Io ho cercato di combatterli, con tutte le mie forze: oggi posso dire di aver perso».
