«La sala operatoria ospedaliera resa inagibile per circa 24 ore dalla presenza di insetti. Poi, dopo un celere intervento di sanificazione, tutto ha ripreso a funzionare». Così, sulla Gazzetta del Mezzogiorno di ieri, Luce De Ceglia, in un articolo che riapre gli interrogativi sul freno a mano tirato sulle sale operatorie di Trani.
Infatti, quelle del San Nicola Pellgrino sono pronte da mesi, ma tutto rimane fermo e, i maligni, sospettano che lo si faccia ad arte per impedire un percorso all'incontrario del polo chirurgico da Bisceglie verso Trani. Di seguito, la parte restante del pezzo della Gazzetta.
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Lo “stop”, a Bisceglie, si è verificato martedì pomeriggio nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale “Vittorio Emanuele II, dove è stata attrezzata una sala operatoria temporanea, in attesa che siano ultimati i lavori di rifunzionalizzazione delle due sale operatorie principali.
Due le partorienti partite da Bisceglie all’ospedale “Monsignor Raffaele Dimiccoli” di Barletta, una terza è stata indirizzata all’ospedale Bonomo di Andria.
In particolare, le gestanti hanno dovuto sobbarcarsi un viaggio in ambulanza nell’afa preferragostana, con l’aggravante di una non semplice reperibilità dell’ambulanza.
Che in un ambiente totalmente asettico si siano trovati degli insetti (seppur innocui) è un’anomalia non trascurabile, che ha fatto scattare accertamenti su come sia stato possibile che siano arrivati in sala operatoria, salendo al primo piano. Pare che il loro “ingresso” dall’esterno sia stato agevolato da alcune fessure riscontrate intorno ai tubi elettrici da poco impiantati. Né sarebbe la prima volta che tale «incursione» si verifica.
Ma i disagi non sono finiti qui. Dalla direzione sanitaria, è stato disposto il blocco dell’attività operatoria per i reparti di ortopedia e di chirurgia dell’ospedale biscegliese, sempre per i lavori di ristrutturazione avviati dal 4 agosto nelle “sale” anzidette, ora sospesi per la settimana di Ferragosto fino al 18 agosto. Insomma un ospedale non a pieno regime, se si considera che nulla si è più saputo del destino definitivo del reparto di medicina, per il quale è stato disposto il blocco dei ricoveri negli otto posti letto. Attivo in questo reparto, ormai deserto, rimane solo l’ambulatorio; mentre il personale è stato smistato altrove. Nel recente passato fu soppresso l’ambulatorio di oncologia che oggi costringe numerosi pazienti oncologici a viaggi disagevoli per rivolgersi ad altre strutture sanitarie. Critica rimane anche la carenza di personale nel pronto soccorso.
