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Trani, implosione Forza Italia. De Noia attacca duramente Gargiuolo e De Toma: nomine, appalti, falsificazioni. Gravissime le accuse

Con una lettera rivolta alla Gazzetta del Mezzogiorno, il consigliere comunale Francesco De Noia (tuttora sospeso dalla Prefettura e surrogato da Nicola Lapi fino a nuovo ordine) risponde ad un comunicato diramato nei giorni scorsi (mai giunto alla nostra redazione) non recante alcuna firma ed avente come unico riferimento "Forza Italia". Un comunicato che, senza firma, questa redazione non avrebbe comunque pubblicato.

Una nota rivolta sostanzialmente all'operato di De Noia per le vicende che, per il momento, ne hanno causato prima il divieto di dimora a Trani (poi revocato) e, di conseguenza, la sospensione dalla carica elettiva.

La presunta entità "Forza Italia", unica firmataria di quella nota, rivolgeva perplessità circa l'interessamento di De Noia sul "management di Amet". De Noia è riuscito a dare un volto ai firmatari di tale nota, ritrovandolo nei consiglieri Pasquale De Toma e Giovanni Gargiuolo. Dalla scoperta della mano che ha redatto il comunicato al contrattacco il passo è stato breve.

Sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno appare oggi una lettera - non pervenuta alla nostra redazione - a nome di Francesco De Noia (firmatosi come vice-commissario cittadino di Forza Italia).

«La loro (rivolgendosi a Gargiuolo e De Toma, nda) impareggiabile intelligenza, l'invidiabile acume politico e l'inimitabile sagacia amministrativa, unanimemente riconosciuti dalla cittadinanza credo siano ispiratori della nota de quo. Alcune precisazioni sono, però, doverose: non mi risulta che il consigliere Gargiuolo sia capogruppo di Forza Italia, non foss'altro che tale gruppo consiliare non si è ancora costituito in Consiglio e di conseguenza non ha potuto indicare il proprio Capogruppo che, a questo punto, tutti potrebbero essere tranne colui che strumentalizza, prima ancora di farne parte, il gruppo consiliare per mere vendette personali, usurpando, tra l'altro un incarico ancora da rivestire».

L'invettiva di De Noia non si ferma qui e prosegue rivolgendosi allo "stregone" Pasquale De Toma, «esperto di incantesimi, fa svanire documenti firmati da tutti i componenti del partito, per poi pubblicarne uno che ha deciso di condividere con il suo amichetto. [...] Per nostra fortuna, non bisogna essere dotati dello stesso quoziente di encefalizzazione dei due per capire che si tratta di un loro disperato "pubblico soliloquio", con il quale condurre una precisa rappresaglia mediatica contro lo scrivente».

De Noia si fa così paladino di un "nuovo" sistema di attribuzione delle nomine, «sono reo di voler modificare le regole, le nomine anziché essere informate, all'appartenenza familiare o clientelare, credo debbano essere prerogative di meritocrazia, competenza, legalità e trasparenza. Requisiti che ad un consigliere comunale che da sette anni pretende la nomina del padre quale Presidente della Stp (Gargiuolo, nda), suonano come lesa maestà».

E la dose viene rincarata da una postilla sulla Stp: «L'azienda che, ricordo a me stesso - scrive De Noia nella lettera - dovrà chiarire come mai nei Capannoni Ruggia erano presenti veicoli con il marchio Vodafone, a meno che non si voglia che tali quesiti siano rivolti direttamente alla Direzione Generale della famosa compagnia telefonica».

Con un incantesimo, ce n'è anche per De Toma: «Il buon consigliere De Toma non accetta ingerenze in nomine che sono a suo esclusivo appannaggio, anche perchè attraverso quelle riesce a coltivare i futuri nomi da segnalare per ulteriori incarichi (vedasi attuale amministratore delegato di Amet che con il precedente CdA ottenne appalto di servizi a trattativa privata). Un rinnovamento che vuole affrancarsi dalle continue proroghe "sine die" degli appalti, come ad esempio quello detenuto da più di dieci anni dalla stessa società per la gestione del canile».

La controffensiva di De Noia colpisce pesantemente "alcuni amministratori pubblici", di cui non fa nomi, che avrebbero falsificato atti e manipolato la realtà per danneggiarlo. L'ex consigliere non andrà via da Forza Italia, «credo essere il desiderio dei due dotti consiglieri comunali», anzi, vuole riproporsi quale «protagonista della vita politica della città, anche se mi rendo conto che questo passa da una decisa attività di pulizia di quegli elementi che intendono utilizzarlo per il raggiungimento dei propri interessi personali e/o familiari».

d.d.


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