Non tardano le prime dichiarazioni alla dura nota di Francesco De Noia e giungono da parte dell'opposizione. A parlare è Tommaso Laurora, del Partito Democratico: «Rilevo con piacere distaccato le dichiarazioni del collega consigliere comunale De Noia, volte a denunciare discutibili e censurabili atteggiamenti di esponenti politici tranesi».
«Il comunicato del collega spazia da argomenti interni alle dinamiche del suo partito, sino a rilievi sull'assenza di etica della politica, e, ovviamente, interessa in quanto apre ulteriori squarci di luce nel buio della omertà di cui e' permeata la maggioranza di governo cittadino, guidata da Luigi Nicola Riserbato. Gli argomenti sollevati dal collega De Noia di Forza Italia fanno emergere, senza ombra di dubbio, un ambiente politico già da tempo denunciato dal sottoscritto e dai colleghi della minoranza, quasi esclusivamente legato alla mera occupazione dei posti di potere».
«Se la degenerata situazione politica viene resa pubblica - scrive Laurora - anche da un consigliere di maggioranza, che evidentemente, ben conosce le dinamiche interne della coalizione a cui appartiene, allora molti, anche i più scettici, dovranno prendere coscienza della delicatezza del momento e del disgusto crescente dei tranesi.
Si badi che il comunicato evidenzia solo la punta dell'iceberg. Lo dichiara lo stesso De Noia quando afferma di fermarsi, per il momento, dall'illustrare altre situazioni.
Nel comunicato, infatti, si legge, per il momento, di consiglieri comunali che attribuirebbero nomine " secondo appartenenza familiare o clientelare" , di consigliere comunale che " pretende la nomina del padre la STP", dell'utilizzo dei capannoni Ruggia, di proprietà comunale, come autorimessa dei "furgoni Vodafone" (non c'era una inchiesta della magistratura?)».
Laurora si dice poi convinto che a breve ci saranno sviluppi su diverse questioni, da «appalti indiscriminati con utilizzo degli affidamenti diretti sino alle gare viziate da "stranezze", e qualche ulteriore conferma verrà fuori».
Più che un teatrino, scrive Tommaso Laurora, siamo dinanzi alla «rappresentazione di un dramma, che si consuma alle spalle dei cittadini ignari ed inermi e che, svelato in tutta la sua consistenza, indignerà la nostra collettività».
